Troppo vicini di Mattias Edvardsson

Cari lettori,

oggi parliamo di un thriller psicologico di un autore svedese.







Recensione

La caratterizzazione dei personaggi è il punto di forza di questo libro, ognuno di loro non è completamente buono o cattivo ma viene descritto a 360 gradi ponendo l’attenzione sull’aspetto emotivo della loro vita. Il colpevole si intuisce quasi subito ma non è questo l’importante sono le motivazioni del suo gesto, l’ambiente in cui è cresciuto e il contesto in cui vive. 

L’ambientazione è fondamentale, gioca un ruolo importante,  interagisce con la storia, aver scelto un piccolo paese del sud della Svezia non è stato un elemento casuale. Lasciare la caotica e affollata Stoccolma e trasferirsi in un paesino è una decisione cruciale per i protagonisti, per riuscire a trovare e ad avere più tranquillità e riservatezza. 

Anche un modo per ricominciare, un nuovo inizio, pensando che in una città più modesta possa esserci la ricetta della felicità o almeno sperano di trovarla.

L’autore è molto bravo a descrivere il quartiere e i personaggi che lo abitano, le dinamiche che nascono tra di loro, le antipatie e i pettegolezzi che si creano ma è  meno forte nella trama crime del libro, l’atmosfera in generale e’ molto buona per un thriller psicologico.

I capitoli hanno pov differenti e continui flashback tra prima e dopo l’incidente che ha avuto Bianca, questo fa aumentare la suspence e il ritmo della storia. Essendo brevi sono abbastanza facili da seguire, anche se all'inizio c'è un po' di confusione. 

Tutti possono essere colpevoli in questa storia e tutti innocenti, l’autore è bravo a instillare il dubbio nel lettore e a confonderlo. Il pregio di questa storia è raccontare la vita normale di queste famiglie e di come le cose possano cambiare in un attimo senza alcun preavviso e che a volte un gesto terribile possa rovinare la vita di più persone, con un effetto a catena spaventoso. Lo stile è  scorrevole e lineare e  accompagna il lettore verso una narrazione che fa riflettere, la trama crime è semplice ma anche un po' prevedibile.

Un buon thriller.

Su Netflix è disponibile la serie "Una famiglia quasi normale" tratta dall'omonimo romanzo di questo autore, devo dire è stata una vera sorpresa scorrevole e appassionante.



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Trama

La casetta nella placida, profonda Svezia del sud, dove Micke e Bianca e i loro due figli si trasferiscono lasciandosi alle spalle l'animata Stoccolma, sembra un posto perfetto per ricominciare. Un'apparenza che s'incrina quando la coppia inizia a frequentare i nuovi vicini. Jacqueline, ex fotomodella con conclamate difficoltà a far correre la vita su un binario stabile; Fabian, suo figlio, un quindicenne dal comportamento spiazzante; Ola, impiegato di banca con una condanna per aggressione e un'ossessione strisciante per la messa in sicurezza del quartiere; Åke e Gun-Britt, pensionati e sentinelle di vicinato, alacremente impegnati a tenere d'occhio i movimenti altrui. Quando Bianca viene investita davanti a casa, la prima conclusione è che si sia trattato di un incidente. Ma mentre lei combatte contro la morte in un letto di ospedale, macchie prima invisibili cominciano a fendere la patina scintillante di quel lindo quartiere, tradendone il lato più segreto, oscuro e violento. Edvardsson ha costruito un thriller psicologico come si intesse una ragnatela, usando fili sottilissimi e tenaci per distorcere le percezioni e capovolgere ogni certezza. Una tela dell'inganno che avviluppa la mente del lettore in un'unica, ossessionante domanda: può chiunque di noi dire di conoscere davvero i propri vicini?


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