Cari lettori,
oggi parliamo di questa biografia romanzata che mi ha colpito moltissimo anche se la narrazione è molto lenta.
Recensione
Questo libro racconta la storia di Ginko Ogino che è stata la prima donna medico giapponese, siamo alla fine dell'Ottocento, Gin è giovane, è sposata, dedita al marito e alla casa ed è una donna rispettabile. Tutto crolla quando scopre di avere una brutta malattia che all'epoca era incurabile. Oltre all'umiliazione che deve subire e a quello che scopre sul suo matrimonio, per una donna di quel tempo l'unica soluzione possibile, sarebbe stata quella di rimanere in silenzio e continuare la sua vita come se nulla fosse successo.
Ginko non può ignorare quelle che le è capitato non le importa di cosa dirà la gente ma decide di andarsene e di divorziare. La malattia che ha e che si porterà per tutta la vita è molto dura, viene ricoverata per curarsi ma deve fare qualcosa. Le continue umiliazioni che subisce le fanno capire che deve diventare un medico, per visitare altre donne che si trovano nella sua situazione, perché non si sentino più in imbarazzo ma che possano curarsi senza provare vergogna.
Il percorso per diventare medico sarà veramente difficile sia per il fatto che è una donna, sia perché il Giappone non è preparato a questo cambiamento.
E' un testo che si dovrebbe leggere anche solo per conoscere la storia di questa donna, però lo stile non aiuta perché soprattutto da metà libro in poi la storia diventa molto lenta.
E' una biografia romanzata ma non è appassionante, purtroppo, probabilmente si doveva costruire la narrazione in maniera diversa, sarebbe stata la scelta migliore anche solo per celebrare questa figura femminile importante per il Giappone.
Purtroppo non sembra tanto un omaggio a Ginko Ogino ma è un testo che manca della sensibilità ed empatia necessaria per raccontare la storia della prima donna medico, ma soprattutto di una donna che ha dovuto affrontare così tanto dolore.
Il finale non è soddisfacente ma in linea con quello che avevamo letto, ho trovato alcune parti inverosimili e ripetitive.
Sul titolo ormai non dico più nulla, ma come al solito è una libera interpretazione della casa editrice.
***
Trama
Giappone, 1867. All'età di sedici anni, la vita di Ginko Ogino cambia per sempre. Nata in una delle più agiate e influenti famiglie della sua zona, viene data in sposa a un uomo che non ha mai visto e che non ama. Quando il marito, dopo ripetuti tradimenti, la contagia con una malattia venerea all'epoca incurabile, Ginko torna alla casa paterna e chiede il tutto il contrario di quello che ci si aspetterebbe da una rispettabile donna sposata nel Giappone di fine Ottocento. Ma Ginko non desidera più essere rispettabile, e non nutre più alcun interesse per le rigide convenzioni che per anni l'hanno ingabbiata e avvilita. Ora, ciò che vuole è essere libera. Visitata da uomini nella clinica di Tokyo in cui la madre la porta per le cure, viene trattata con brutalità e pressapochismo da mani che non sanno come toccare il suo corpo.
Umiliata e mortificata nella sostanza più intima del suo essere donna, Ginko non è più disposta a sopportare in un impeto di orgoglio e autodeterminazione, giura che diventerà medico lei stessa, per aiutare tutte coloro che come lei, nell'indifferenza generale, devono affrontare dolore e oltraggi. Ma raggiungere l'obiettivo appare difficile, se non impossibile – dato che Ginko si propone di essere la prima donna a ottenere una licenza medica nella storia del suo Paese.


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