Cari lettori,
oggi parliamo di un libro perfetto da leggere nei mesi invernali, mi aveva da subito incuriosita ma non si è rilevato all'altezza delle aspettative. E' un romanzo che non posso dire che mi sia piaciuto ne di no, qualcosa mi è rimasto di questa storia anche se non lo ricorderò come uno dei migliori libri letti.
Recensione
L'ambientazione così suggestiva e invernale ci accompagna in questa narrazione lenta che si concentra su quattro personaggi, che sono due coppie sposate: Eric e Irene e Bill e Rita.
Viene descritto in maniera accurata uno deigli inverni più freddi della storia inglese "The Big Freeze" tra il 1962 e il 1963, l'atmosfera così fredda e cupa si poteva percepire bene, era quasi come essere lì nel gelo di quei giorni. Mi ha colpito molto il modo in cui l'autore sia riuscito così bene a descrivere l'inverno e i disagi che questo clima portava alle persone che abitavano in questa cittadina vicino a Bristol. Purtroppo non sono stata in grado di appassionarmi alla storia dei quattro protagonisti.
Forse averlo letto in inverno e vivendo dei giorni particolarmente freddi ha contribuito a farmi apprezzare di più la lettura, era anni che non vedevo che la temperatura scendesse sotto lo zero e anche la neve che era da tempo che non si vedeva in pianura.
Due coppie in crisi, due donne che instaurano un'amicizia, entrambe si sentono sole e cercando di trovare conforto, sono incinte, abitano vicine e questo particolare clima le porterà ad avvicinarsi e a trovare conforto. Sono insoddisfatte delle loro vite, da una parte abitare in campagna non è come vivere a Londra per cui devono anche adattarsi a questa nuova situazione.
Inoltre incarnano il classico stereotipo di donne di quell'epoca, casalinghe e annoiate, che anche se avessero avuto delle ambizioni personali dovevano rimanere al loro posto. I loro mariti sono dei personaggi pessimi, Bill ha una fattoria ma non sa come farla fruttare, Eric il medico condotto, ha una relazione con una donna sposata.
L'autore non crea una vera e propria trama, la narrazione è molto lenta e ci mostra cosa pensano e cosa provano i personaggi senza mai approfondire però, probabilmente sono intrappolati sia dentro se stessi che fuori con il ghiaccio e la neve che li circonda.
Non saprei dare altra spiegazione se non quella che volesse descrivere il disagio che provavano, senza però dare una soluzione.
Ho trovato i dialoghi buoni e lo stile di scrittura dell'autore non è affatto male, sarebbe stato meglio se si fosse concentrato sui personaggi andando a scavare nel profondo e non rimanendo solo in superficie.
La trama è fuorviante, in questo testo più che in altri, sembrava che dovesse succedere chissà cosa e invece non è stato così.
A distanza di giorni dalla conclusione della lettura posso dire che è un libro che mi sento di bocciare anche se non è un testo che metterei tra i migliori letti, c'erano molte potenzialità in questa storia, ma doveva esserci maggior attenzione ai personaggi e creare una piccola trama, qualche evento che potesse svegliare l'attenzione del lettore. E' tutto molto piatto, probabilmente l'intento dell'autore è descrivere la vita di alcune persone in quel determinato periodo storico e nulla di più, il protagonista per me rimane quell'inverno così rigido, cupo e freddo.
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Trama
Inghilterra, primi anni Sessanta. Nell’inverno più freddo del secolo, Eric è un medico di campagna, orgoglioso delle proprie umili origini e della vita che conduce accanto alla bella e devota moglie Irene. La coppia sta per avere un figlio, ma dietro l’apparente serenità si nasconde la crisi: da qualche tempo Eric ha un’amante, una donna sposata, che accende in lui il desiderio di fuga. Ferita dalla crescente distanza dal marito, Irene trova conforto nell’amicizia con Rita, giovane sposa a sua volta in attesa, che insieme al marito Bill si è da poco trasferita da Londra nella fattoria vicina. Anche la nuova coppia è attraversata dall’inquietudine: Bill fatica a adattarsi alla vita di campagna e Rita cerca di lasciarsi alle spalle un passato che non smette di tormentarla. Nell’abbraccio della neve che cade incessante isolando le strade e le case, un fatale errore di Eric fa esplodere la tensione latente, costringendo i protagonisti ad affrontare le proprie speranze tradite. Andrew Miller racconta di una piccola comunità di persone in un momento storico in cui il passato pesa come un fardello e il futuro è una promessa di cambiamenti e libertà . E con la sapienza di un grande narratore, ne illumina sogni e illusioni, fantasmi e paure.
Questo libro è per chi ha visto la nebbia colare come panna dal cielo, per un amore coraggioso come quello di Winterlude, per chi ha sentito sulle palpebre il peso di sogni troppo reali, e per chi crede che la nostalgia sia lo specchio di un’altra vita, che ci attende alla fine dell’inverno.


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