Cari lettori,
oggi parliamo di un libro che mi ha sorpreso in negativo, Butter di Asako Yuzuki.
Recensione
Un'inchiesta giornalistica, ispirata a una storia realmente accaduta e il cibo che diventa un piacere inaspettato.
Questo era quello che dovevamo leggere in questa storia, solo che non è stato così, Rika la giornalista che doveva condurre questa inchiesta è un' incompetente, nonostante lavori in una redazione di soli uomini, il suo personaggio non regge e non ha nessuna possibilità di poter competere con altri giornalisti che siano uomini o donne.
Il caso crime al quale è ispirata questa storia è marginale e un pretesto per parlare di uno dei temi del libro, quello di denunciare la società giapponese; che anche di fronte a dei delitti così gravi, punta l'attenzione sui canoni di bellezza. La colpevole non viene giudicata per quello che ha fatto, ma ci si stupisce di come una donna "brutta e grassa" sia riuscita a suscitare l'interesse di tre uomini.
In realtà la donna non è curvy stiamo parlando di 70 kg ed è anche di bel aspetto ma evidentemente per la società questa sua figura non è accettata.
L'altro tema principale del romanzo è il cibo, che prima viene visto da Rika come una mera necessità per sopravvivere, infatti mangia solo cibi confezionati ma poi diventa una liberazione e un piacere, anche grazie al caso di cui si occupa. Inizia così a studiare e a cucinare, oltre che a ingrassare e per questo viene giudicata da una società con dei stereotipi di bellezza ben precisi.
La narrazione procede molto lentamente, il libro è decisamente troppo lungo per quello che viene raccontato.
La parte crime non è presente e sinceramente era quella che mi aveva attirato per leggere questa storia, il libro promette un certo tipo di narrazione che però poi non viene sviluppata.


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