[INTERVISTA] Alessio Del Debbio presidente dell'associazione Nati per scrivere

Cari lettori,
come vi avevo promesso qualche settimana fa, è arrivato il momento di conoscere meglio l'Associazione culturale Nati per scrivere e per questo ho deciso di proporre un'intervista al presidente Alessio Del Debbio, che ho anche incontrato di persona qualche anno fa al Pisa Book Festival.

Nelle settimane scorse vi ho proposte alcune pubblicazioni del loro marchio editoriale NPS Edizioni, di cui vi lascio i post qui sotto:


  • TRACCE – Cinque passi in Versilia (qui link della segnalazione)
  • Juke Box (qui link della segnalazione) 



Come leggerete nell'intervista, penso che l'editoria italiana stia andando sempre peggio, le case editrici puntano solo sui porti sicuri, vedi autori famosi o personaggi dello spettacolo, insomma delle persone che hanno già un loro pubblico.
E poi manca, come dice Alessio, la qualità del prodotto, a me è capitato  di leggere delle trame con errori, testi con nomi sbagliati di personaggi, oppure con molti refusi. E questo succede  soprattutto per romanzi editi da case editrici importanti e quindi mi chiedo sempre, come sia possibile?
Ecco che ben vengano le piccole case editrici indipendenti e le associazioni culturali che trasmettono il vero amore per i libri!

Non mi dilungo ulteriormente altrimenti scriverei pagine e pagine su questo argomento, vi lascio all'intervista e qui sotto trovate anche i link della Associazione.

A presto!

Sito Nati per scrivere (associazione): https://natiperscrivere.webnode.it/
Sito NPS Edizioni: https://www.npsedizioni.it/


Intervista a Alessio Del Debbio 



1-Come e quando nasce l’idea di creare questa associazione?

Buonasera, grazie per l’ospitalità.
L’associazione nasce nel 2016, da un gruppo di appassionati al mondo dei libri. Ci siamo conosciuti qualche anno prima, in occasione di un laboratorio di scrittura creativa che abbiamo frequentato e, da allora, siamo rimasti in contatto, dando vita a belle collaborazioni, professionali e umane. Così, nell’estate 2016, abbiamo pensato di unire le nostre forze, concretizzandole in un progetto comune, solido e valido.

2-In un mondo editoriale così vasto e variegato, questa associazione cosa e chi vuole promuovere?

L’associazione “Nati per scrivere” promuove e sostiene la cultura del libro, in un Paese e in un periodo storico in cui la cultura, e soprattutto la lettura, è all’ultimo posto degli interessi, di politici e persone comuni, troppo presi dall’invasione tecnologica di cui siamo oggetto e da un disinteresse generale. Noi lottiamo contro questo fenomeno, per ridare voce ai libri, convinti che abbiano tanto da dire, a tutti quanti, anche a chi non ha mai letto, perché forse non ha ancora trovato il testo che lo attirasse.
In particolare, promuoviamo e sosteniamo gli scrittori emergenti, quelli che non trovano spazio nei grandi media, in particolare quelli locali, cercando di valorizzarli e dare loro un’occasione per parlare dei loro libri.

3-Oltre a essere un’associazione, siete anche una casa editrice, quali sono le caratteristiche che deve avere uno scrittore di successo?

NPS Edizioni è il marchio editoriale della nostra associazione, creato quest’anno, proseguendo il progetto di sostenere gli scrittori emergenti. Non credo esista una ricetta unica per creare uno scrittore di successo, e forse potremmo anche ragionare su cosa significa avere successo.
Di sicuro, uno scrittore deve essere anche un gran lettore, cosa che molti tendono a dimenticare o a sottovalutare. Al riguardo, in particolare, credo che uno scrittore debba essere curioso, molto curioso, più del lettore comune, e debba saccheggiare ogni fonte a sua disposizione, senza fossilizzarsi su un genere o su un autore, ma continuare a leggere di tutto, aprire la mente, come una spugna, e assorbire ogni possibile fonte di idee. E poi fare tanta pratica, scrivere di continuo, anche diari, lettere, la lista della spesa, tenere la mente allenata e sperimentare anche generi e forme narrative diverse, perché no. Infine, avere passione, pazienza e voglia di fare, di mettersi in gioco, di ricominciare da capo. Nella vita, come nei suoi scritti.

4-Cosa manca all’editoria italiana?

Eh, bella domanda. Per prima cosa ti direi: mancano i lettori. Purtroppo gli italiani sono sempre meno curiosi, e questo è un grande problema. Al tempo stesso forse manca anche, a livello di grandi editori, l’attenzione alla qualità: si preferisce puntare sul grande nome, che tanto vende sempre, anziché sul talento. Infine, c’è anche una certa mancanza di originalità, preferendo proporre sempre i soliti generi e importare il resto dall’estero, senza mai cercare una via italiana. Per quello che possono, invece, le piccole case editrici cercano di combattere questa tendenza, con pubblicazioni di pregio, curate sia a livello grafico che contenutistico, proponendo qualcosa di più originale.

5-In Italia fare lo scrittore di professione è quasi un’utopia, solo poche persone posso vivere di questo lavoro e per molti altri rimane solo un hobby. Come mai in altri paesi la scrittura può essere un vero e proprio lavoro e in Italia questo non è ancora possibile?

Purtroppo torniamo sempre al solito discorso: mancano i lettori. E al tempo stesso, complice anche la presenza di editori a pagamento e delle piattaforme di autopubblicazione, aumentano i titoli pubblicati ogni anno, una marea, che vanno a stordire e confondere il lettore medio italiano, che spesso pesca a caso, scegliendo un titolo solo perché è in classifica Amazon. Al tempo stesso c’è, non solo a livello editoriale, in tutta Italia una tendenza sciagurata a non dare valore alle professioni artistiche (anche fotografia, grafica, danza ecc), spesso sottopagandole, atteggiamento ingrato e immeritato, oltre che mortificante. Una combinazione di fattori che purtroppo incide sulle basse possibilità di uno scrittore (o, più in generale, di un operatore nel settore della cultura) di mantenersi solo in questo modo.

6-Quali difficoltà avete incontrato per farvi conoscere come associazione?

A parte qualche noia burocratica, che del resto è uno dei cancri di questo paese, non abbiamo incontrato grandi difficoltà, se non una certa diffidenza da parte di lettori e critica, forse convinti che solo i grandi scrittori debbano avere spazio. Noi siamo decisamente contrari a questo e ci battiamo ogni giorno per far sì che ogni scrittore valido possa avere il suo spazio per esprimersi. Del resto, anche i grandi autori all’inizio erano sconosciuti, no?

7-Quali sono i vostri obiettivi da qui a 5 anni? Cosa ti/vi auguri/augurate?

Beh, tantissimi progetti in mente. Ci piacerebbe prima di tutto essere riusciti a entrare nel cuore della gente, e magari nelle loro librerie. Riuscire ad aprire la mente dei lettori (e, soprattutto, dei non lettori!) e portarli a lottare insieme a noi per un’editoria indipendente e di qualità. Dal punto di vista editoriale, continuare a pubblicare bei libri, in sinergia con gli scrittori emergenti, e ovviamente divertirci. Questo è importante, senza un sorriso, una risata e il piacere di passare del tempo insieme, a discutere di attività, progetti e idee, non si va da nessuna parte, perciò ben venga l’affiatamento del team, la passione e la voglia di fare.


Grazie a Alessio per essere stato con noi!



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