[RECENSIONE] La donna del ritratto di Kate Morton

Cari lettori,
è da molto tempo che seguo questo libro, fin dall'annuncio dell'imminente uscita da parte di Kate Morton, ve ne avevo parlato in uno dei miei post "new update" (lo trovate qui).
Ma devo dire che per me è stata una vera e propria delusione, non mi aspettavo di arrivare alla fine e di essere così confusa e amareggiata.
Peccato, perchè gli elementi per una piacevole lettura c'erano tutti, invece è stato difficile finire il romanzo.
Ecco cosa ne penso!




Recensione:


Ho letto piena di entusiasmo il nuovo libro di Kate Morton, essendo quasi certa sarebbe stata una lettura piacevole e rilassante. Però non è stato così, purtroppo.
L’inizio del libro e i primi capitoli si concentrano sulla figura di Elodie Winslow, giovane archivista londinese, che durante il suo lavoro, trova una tracolla dell’ottocento con all’interno un portadocumenti, un album di disegni e il ritratto di una donna. In particolare, la foto di una casa le ricorda qualcosa legato alla sua infanzia.
Elodie vive con il padre, la madre è scomparsa quando era piccola e ora più che mai sente la sua mancanza, visto che si sta per sposare.
Questo personaggio non è così importante nella storia, perché poi “il suo ruolo” passa in secondo piano e non viene più di tanto approfondito.
I capitoli seguono vari piani temporali e in ognuno di questi troviamo vari personaggi Edward Radcliffe, Lucy, Lily Millington, James Stratton, Fanny, Jack e molti altri, ma nessuno di questi ne è il vero protagonista.
Il ruolo principale è sicuramente di Birchwood Manor, una grande casa nella campagna dell'Oxfordshire, che custodisce moltissimi segreti e verità celate, nell’estate del 1862 un gruppo di amici trascorrono lì qualche giorno assieme, ma succede qualcosa di inaspettato che cambia tutto.
Tra questi giovani sicuramente la figura di spicco è Edward Radcliffe, giovane e promettente artista.
Il ritrovamento di Elodie si allaccia a quello che è successo 150 anni prima e a quei segreti che ancora non hanno una risposta.
Tutto questo sicuramente incuriosisce qualsiasi lettore, però il problema è che la storia non decolla mai, non arriva mai quel colpo di scena che ti aspetti quando leggi un libro di Kate Morton. 
La narrazione rimane sempre allo stesso livello, mantiene la suspense fino alla fine però senza esserci quel finale inaspettato che ti fa emozionare, che ti sconvolge, che ti toglie il fiato.
Devo riconoscere anche il grande talento di Kate Morton, nella descrizione dei paesaggi, nel raccontare le vicende, nel suo modo di arricchire la storia con moltissimi dettagli che ti fanno immaginare quello che l’autrice ha descritto.
I personaggi in generale sono ben caratterizzati, alcuni sono approfonditi di più e altri invece molto meno, ma devo dire che sono “giustamente” collocati nell’epoca in cui vivono. Però sono troppi e decisamente eccessivi anche i piani temporali, così nel lettore si crea una grande confusione. 
Questa volta sicuramente Kate Morton ha esagerato nel voler creare dei diversi livelli temporali e moltissime vicende che però non soddisfano la curiosità del lettore, che si trova intrappolato nelle moltissime pagine e soprattutto rimane incastrato in una narrazione troppo prolissa.
La storia di Elodie e il ritrovamento del ritratto all’inizio era sicuramente un elemento importante della storia, però il racconto di questo personaggio diventa sporadica e assomiglia quasi a un romanzetto rosa che non collima con lo stile dell’autrice.
Il finale sicuramente è troppo frettoloso e mi ha delusa, perché non è  successo quel qualcosa che ti fa esclamare un  “wow”, come , invece, mi aspettavo da quest’autrice.
La cura nei dettagli storici e nella ricostruzione di epoche diverse, rende sicuramente Kate Morton una delle più brave narratrici contemporanee, però la trama questa volta non è riuscita a soddisfare il lettore più esigente.
E’ un vero peccato perché l’autrice ci ha abituato a storie ben diverse e ad affezionarci ai personaggi, certo con Elodie l’empatia è stata immediata però poi il suo personaggio sparisce mano a mano che andiamo avanti a leggere la storia,  allora non si capisce come mai la narrazione non sia andata avanti attraverso di lei.
Avrei in questo caso non osato troppo, mantenendo due piani temporali o al massimo tre, creando maggiori colpi di scena e non complicando troppo le varie storie.
Peccato perché da Kate Morton mi aspettavo molto di più!

***

Trama:

Nell'estate del 1862, un gruppo di giovani artisti si riunisce a Birchwood Manor, una grande casa nella campagna dell'Oxfordshire, quasi protetta dentro un'ansa del Tamigi. A guidare il gruppo è Edward Radcliffe, il più appassionato e promettente di loro, un ragazzo di vent'anni, che non conosce limiti. A lui è venuta l'idea di immergersi nella natura per i successivi trenta giorni, lontano dai condizionamenti di Londra e dalla sua formalissima society, per dare libero sfogo alla creatività. E invece, alla fine di quel mese, la tragedia ha stravolto le loro esistenze: una donna è stata uccisa, un'altra è sparita nel nulla e un prezioso gioiello è scomparso. Più di centocinquanta anni dopo, Elodie Winslow, una giovane archivista di Londra, scopre per caso una borsa di cuoio nella quale si trovano due oggetti che la colpiscono profondamente: la fotografia sbiadita di una bellissima giovane donna in abiti vittoriani e l'album da disegno di un artista. Nel quale spicca lo schizzo di una grande casa protetta dall'ansa di un fiume, che a Elodie pare stranamente famigliare. Quali segreti nasconde Birchwood Manor? Chi è la ragazza? Per scoprirlo, Elodie dovrà seguire una voce fuori dal tempo, dimenticata dalla storia eppure testimone di tutto: Birdie Bell, la donna del ritratto.

Nessun commento