[RECENSIONE] Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno di Benjamin Stevenson

Cari lettori,

oggi parliamo di un libro che aveva attirato la mia attenzione anche se durante la narrazione qualcosa non ha funzionato.




Trama


Tra i tanti libri che escono ogni giorno questo romanzo ha un biglietto da visita davvero notevole, una trama accattivante, una copertina decisamente interessante e poi un incipit che incuriosisce. 


Nella mia famiglia tutti hanno ucciso qualcuno. Alcuni – i più ambiziosi – hanno ucciso anche più di una volta.

Non sto esagerando. È la pura verità.



Ernest Cunningham è il narratore di questo libro, ci rivela subito che nella sua famiglia tutti hanno ucciso qualcuno compreso lui. Tre anni prima il protagonista aveva denunciato il fratello Micheal che aveva sparato a una persona. Per festeggiare l'uscita di prigione dell'uomo, i Cunningham organizzano  un weekend di svago e relax in una località sciistica. Ernie non è mai stato perdonato per quello che ha fatto, ma non può rifiutare questo invito, perché la partecipazione è obbligatoria.

Questa famiglia non è di certo tradizionale, non ci si può aspettare di passare un fine settimana in tranquillità in un  paesino isolato, facendo due chiacchere intorno al fuoco con un buon tè o una cioccolata calda. 


Ho sempre pensato che in un giallo gli indizi siano più numerosi di quelli narrati. Dopotutto un libro è un oggetto fisico, e può tradire segreti anche al di là della volontà del­l’autore: con la scansione interna, le pagine bianche, i titoli dei capitoli. Persino la fascetta pubblicitaria che in copertina reclamizza un colpo di scena può guastarne la sorpresa.

 

Quando arriva Micheal ci sarà anche il ritrovamento di un cadavere,  il resort verrà isolato da una bufera di neve, la polizia non sa da dove partire e sarà il nostro Ernie a cercare di risolvere il caso. 

Durante la lettura le cose che mi hanno conquistata di più sono state: lo stile di scrittura, decisamente brillante e l'ambientazione. Il narratore si rivolge direttamente al lettore, durante il racconto più e più volte si ferma per spiegarci qualcosa o per darci ulteriori indizi e il resort di montagna dove si svolge la storia è davvero suggestivo e perfetto per un crime. Questi due elementi sono davvero importanti per creare una buona base alla storia ma non sono sufficienti per rendere questo libro piacevole.

Non è un pessimo romanzo, anzi, però parte molto bene per poi perdersi lungo la strada, soffermandosi su alcuni personaggi o su dei dettagli che ai fini della storia non era così rilevanti, inoltre avrei eliminato alcuni capitoli che per me erano noiosi. E' un peccato perché la storia era davvero intrigante e tutte queste descrizioni hanno rovinato il piacere della lettura.

  

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Trama

A Ernie Cunningham le riunioni di famiglia non sono mai piaciute. Di sicuro c’entra il fatto che tre anni prima ha visto suo fratello Michael sparare a un uomo e lo ha denunciato, un oltraggio che non gli è ancora stato perdonato. Perché i Cunningham non sono una famiglia come le altre. C’è solo una cosa che li unisce: hanno tutti ucciso qualcuno. Ora hanno deciso di ritrovarsi per un’occasione speciale: trascorreranno un fine settimana in un resort di montagna per festeggiare l’uscita di prigione di Michael. Ma i Cunningham non sono tipi da stare in pantofole davanti al caminetto. Il giorno dell’arrivo di Michael, viene trovato il cadavere di un uomo. Ha le vie respiratorie ostruite dalla cenere, come se fosse morto in un incendio, ma non ha ustioni sul corpo. Mentre una bufera si abbatte sul resort isolandolo e la polizia brancola nel buio, spetterà a Ern capire se il colpevole è uno dei suoi familiari, prima che vengano uccisi tutti. 



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