L'inverno della levatrice di Ariel Lawhon

Cari lettori,

oggi parliamo del libro L'inverno della levatrice di  Ariel Lawhon.

 



Recensione

Questo romanzo ha al centro della narrazione la storia di Martha Ballard, una levatrice che alla fine del settecento aiutava le donne a partorire nella zona del Maine.

Lei sapeva tutto quello che avveniva nella piccola comunità in cui viveva,  delle donne che subivano violenza, dei dolori che dovevano sopportare ma anche di  nascite e di morti, si annotava tutto in un diario.

L'esistenza stessa di Martha potrebbe non essere vera e diversa da come ci viene raccontata dall'autrice,  in realtà quello che che viene narrato è basato sulle notizie che ha fornito il marito della Ballard, per cui possiamo considerare questo libro come una storia romanzata.

Questa non è per forza una cosa negativa  anzi,  nella prima parte, la narrazione mi ha davvero coinvolta, poi secondo me il testo a lungo andare stanca, perché l'idea iniziale perde di forza e di intensità.

Ho trovato interessante comunque leggere la storia di una donna medico, che ha cercato di lottare per i diritti di altre donne e cercare di far venire alla luce le violenze e le umiliazioni che subiscono.

L'ambientazione è ben descritta, un inverno lungo e rigido che accompagna la storia della protagonista e quella di un'altra donna che ha subisco una pesante violenza e di uno dei suoi due carnefici, il cui cadavere è stato ritrovato senza vita.

La narrazione a volte si perde e non è focalizzata sulla trama principale, divaga sulle nascita nel paese, sui personaggi secondari e a volte è stata ripetitiva.

L'autrice ha uno stile fluido e semplice, sicuramente credo che non sia sbagliato leggere la storia di donne forte, di un medico che opera a fine dell'Ottocento in una terra difficile, in un mondo di uomini e dove la giustizia è sempre dalla parte maschile.

Però pensa che per apprezzare maggiormente il libro, l'autrice doveva focalizzarsi sulla trama gialla e lasciare da parte le molte sottotrame, inoltre per me conta molto lo stile che qui non mi ha conquistata completamente.

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Trama


Maine, 1789: con il disgelo, il fiume Kennebec restituisce il corpo di un uomo intrappolato nel ghiaccio. Martha Ballard viene chiamata a esaminarlo e a stabilire le cause della morte. In qualità di levatrice e guaritrice, Martha è testimone silenziosa di tutto ciò che accade dietro le porte chiuse della comunità di Hallowell. Nel suo diario, da sempre, annota con precisione ogni nascita, ogni morte, ogni crimine e ogni scandalo che scuote il paese. Qualche mese prima, Martha aveva registrato i dettagli di un’accusa di stupro mossa contro due dei cittadini più rispettati della città, uno dei quali è proprio l’uomo ritrovato nel ghiaccio. Quando però il medico locale scredita le sue ipotesi, definendo la morte un semplice incidente, Martha decide di condurre da sola un’insidiosa indagine per far emergere la verità.

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