Qui non succede mai niente di Olivier Adam

 Cari lettori.

oggi parliamo del libro "Qui non succede mai niente" di  Olivier Adam.


Recensione


Siamo in un piccolo paese sulle rive del lago Annecy, come suggerisce il titolo sembra non succedere mai nulla, tutte le persone seguono la solita routine e la vita procede senza alcun imprevisto.

Poi un giorno tutto cambia quando viene ritrovato il corpo di Fanny, una giovane ragazza conosciuta da tutti, un'altra storia di femminicidio che farà parlare per un po' e poi finirà nel dimenticatoio.

“La ragazza gentile che viene strangolata e gettata in acqua da un pazzo. Di sua sorella che torna da Lione. Del suo ex che si ritrova a essere ritenuto colpevole, senza che nessuno ci creda veramente. Della famiglia di quest’ultimo che vive nel panico. Delle persone che all’improvviso si guardano di traverso. Delle voci che iniziano a correre in ogni direzione. Basta tendere l’orecchio. Storie che riemergono come acque reflue dopo il temporale.”


Ogni capitolo ha un POV differente, l'ex fidanzato, l'amica, la sorella, il titolare del bar dove lavorava, il vicino, l'investigatore, lo scrittore, ecc. chi la conosceva bene, chi pensava di conoscerla ma non era così e chi invece aveva solo un pensiero superficiale su di lei.

Lo stile di scrittura ,a volte, mi sembrava  acerbo, troppo descrittivo e dettagliato e si soffermava su alcuni particolari che erano inutili ai fini della narrazione, la prima parte è stata molto lenta e confusa sembrava un capitolo centrale e non l'inizio di un romanzo.

Il libro ha come obiettivo quello di indagare a livello psicologico,  le conseguenze che comporta un caso crime non solo per la vittima o per il carnefice, ma su tutte le persone che sono loro vicine, famigliari, amici, colleghi, conoscenti.
Come anche una voce, un pettegolezzo si può trasformare in una verità riconosciuta dai più, soprattutto nelle piccole realtà, dove può anche non succedere mai niente, ma in realtà anche se le cose accadono vengono nascoste.

I moltissimi punti di vista sono difficili da gestire, ultimamente mi colpisce moltissimo il modo di narrare una storia, lo stile dell'autore,  questo invece non mi ha fatto appassionare alla storia o ai personaggi.

Questo libro non segue la risoluzione di un crimine, piuttosto cosa accade in un paese quando succede un fatto così delicato.

***


Trama


L’estate sta per finire. In un paesino sulle rive del lago di Annecy, i turisti se ne sono andati, lasciando spazio alla noia, alle chiacchiere da bar, ai pettegolezzi. Ma quando, alle prime luci dell’alba, viene scoperto in riva al lago il cadavere di Fanny, una giovane donna, il paese intero ha un sussulto di terrore e appunta immediatamente i suoi sospetti su Antoine Terrier. Conosciuto da tutti, considerato instabile da molti, compresa la sua famiglia, Antoine è infatti il colpevole ideale, anche perché la storia che aveva avuto con Fanny lo aveva fatto separare dalla compagna. Però forse le cose non sono così semplici. Forse le vere radici del male sono ignote a quel paese convinto di avere il diritto di condannare. Forse da anni molte persone stanno nascondendo le loro atroci bugie sotto un’elegante maschera di rispettabilità. Forse la morte di Fanny è soltanto l’ultimo anello di una catena che Antoine e la sua famiglia trascinano da troppo tempo. Ma allora, nessuno è davvero colpevole e nessuno è davvero innocente?

Con un’acutezza e una sensibilità straordinarie, Olivier Adam racconta le infinite, sorprendenti sfaccettature di un femminicidio avvenuto in un luogo apparentemente idilliaco. E riesce così ad andare sotto la superficie dei fatti e a toccare le corde più profonde – e più oscure – dell’animo umano.



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