Il silenzio di Atalanta di Kirsten Sundberg Lunstrum

 Cari lettori, 

oggi parliamo di Il silenzio di Atalanta di Kirsten Sundberg Lunstrum




Recensione

La casa editrice ce lo ha presentato dicendo che  dopo aver pubblicato "Il cuore della foresta" di Amity Gaige e "Il dio dei boschi" di Liz Moore, quest'anno stava per arrivare un nuovo romanzo potente.

Che sarebbe stato questo.

La delusione è stata tanta e quando ti capita un libro discreto, annulla tutti i dieci buoni che hai letto in precedenza, questo titolo non mi ha convinta. Ti rimane solamente un forte senso di  frustrazione.

Siamo negli anni cinquanta del Novecento, la protagonista è una madre single, è una specialista dell'apprendimento del linguaggio e viene fatto notare in molte occasioni la discriminazione nei confronti delle donne nell'ambito professionale, in maniera decisamente eccessiva.

Mi sono chiesta dopo fosse il mistery da risolvere, il libro si concentra sulle considerazioni personali dell'autrice sul caso e sulla sua vita.

La premessa era davvero interessante ma è stata sviluppata in maniera poco avvincente.

Quello che non sopporto proprio è la mancanza di un proprio stile di scrittura, non era coinvolgente, non era ricco, avvolgente, era semplice lineare, ma dopo tante letture mediocri vorrei qualcosa di più dagli autori contemporanei.

In primis non ho capito se fosse un giallo/thriller oppure un dramma famigliare, la protagonista non mi ha dato la sensazione di vivere negli anni cinquanta, il romanzo fatica a partire forse non lo fa mai davvero, c'erano dei passaggi più interessanti di altri ma nulla che mi portasse ad essere davvero coinvolta.

Mi aspettavo qualcosa di più inquietante, vedendo anche la copertina scelta, sono andata a vedere quella originale che non è la stessa.

Ho trovato alcuni passaggi di transizione, per allungare la storia e non per spiegarla; forse avevo semplicemente troppe aspettative, però voi per primi della CE non dovete paragonare questo libro ad altri.

Per cui per me non ha funzionato, può essere che ad altri lettori piaccia, io però non ve lo consiglio.


***


Trama

Seattle, 1951. Bernadette Baston lavora in università come specialista dell'apprendimento del linguaggio, unica donna in un ambiente di soli uomini. Un giorno viene convocato al penitenziario dell'isola di Elita per occuparsi di un caso singolare: nei boschi circostanti è stata ritrovata una ragazzina che non parla. È una creatura selvaggia, il suo passato è un mistero, e viene ribattezzata Atalanta, come l'eroina della mitologia greca. Bernadette ne è subito affascinata: quella ragazzina, capace di sopravvivere da sola in un territorio ostile, incarna la libertà che lei vorrebbe per sé e per la figlia Willie, che sta crescendo senza il marito Fred, uscito dalle loro vite senza spiegazioni. Ostacolata dal personale del carcere, Bernadette si dedica al caso con passione insieme al detective Norquist, ma ogni pista si infrange contro il muro di segreti della comunità dell'isola, finché l'improvviso ritorno del marito minaccia la sua ricerca e la sua indipendenza. Il silenzio di Atalanta è un mistero che intreccia un'indagine avvincente al percorso di emancipazione di una donna nel secondo dopoguerra. E sullo sfondo di un territorio maestoso e impenetrabile, celebra chi trova la forza di sottrarsi al destino con la stessa tenacia delle farfalle monarca, che tracciano da sole la propria rotta e attraversano interi continenti su fragili ali di polvere.

Questo libro è per chi ama iniziare la giornata davanti al mare luccicante dell'alba, per chi nei ricordi vede sfumare il confine che separa mito e realtà, per chi si lanciava in volo dall'altalena senza paura, e per chi ha imparato a non adeguarsi mai alle aspettative, ea brillare di luce propria nel vasto cielo notturno.

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