[RECENSIONE] Il tatuatore di Auschwitz di Heather Morris

Cari lettori,
oggi torno con una nuova interessante recensione, sono passati pochi giorni dalla giornata della memoria e questo romanzo è il secondo che ho letto a gennaio sull'Olocausto.
Ecco cosa ne penso.





Titolo: Il tatuatore di Auschwitz
Autore Heather Morris
Collana: narratori moderni
Casa Editrice garzanti
Genere :Narrativa straniera
Pagine 224
Prezzo ebook:9,99
Prezzo cartaceo17,90€
Data di uscita: 18 gennaio 2018



Trama:

Il cielo di un grigio sconosciuto incombe sulla fila di donne. Da quel momento non saranno più donne, saranno solo una sequenza inanimata di numeri tatuati sul braccio. Ad Auschwitz, è Lale a essere incaricato di quell’orrendo compito: proprio lui, un ebreo come loro. Giorno dopo giorno Lale lavora a testa bassa per non vedere un dolore così simile al suo finché una volta alza lo sguardo, per un solo istante: è allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno. Il suo nome è Gita. Un nome che Lale non potrà più dimenticare.

Perché Gita diventa la sua luce in quel buio infinito: racconta poco di lei, come se non essendoci un futuro non avesse senso nemmeno un passato, ma sono le emozioni a parlare per loro. Sono i piccoli momenti rubati a quella assurda quotidianità ad avvicinarli. Dove sono rinchiusi non c’è posto per l’amore. Dove si combatte per un pezzo di pane e per salvare la propria vita, l’amore è un sogno ormai dimenticato. Ma non per Lale e Gita, che sono pronti a tutto per nascondere e proteggere quello che hanno. E quando il destino tenta di separarli, le parole che hanno solo potuto sussurrare restano strozzate in gola. Parole che sognano un domani insieme che a loro sembra precluso. Dovranno lottare per poterle pronunciare di nuovo. Dovranno conservare la speranza per urlarle finalmente in un abbraccio. Senza più morte e dolore intorno. Solo due giovani e la loro voglia di stare insieme. Solo due giovani più forti della malvagità del mondo.Il tatuatore di Auschwitz è il libro del 2018 e nessun editore ha potuto lasciarsi scappare una storia così intensa da far vibrare le corde più profonde dell’animo. Una storia che presto diventerà un film. Il dolore che Lale e Gita hanno conosciuto e l’amore grazie al quale lo hanno sconfitto sono un insegnamento profondo: perché restano ancora molte verità da scoprire sull’Olocausto e non bisogna mai smettere di ricordare. Un romanzo sul potere della sofferenza e sulle luci della speranza. Su una promessa di futuro quando intorno tutto è buio.
***

Recensione:

Quanto è difficile scrivere una recensione quando si legge una storia così incredibile e così dolorosa, non ho  parole per descrivere quello che  mi hanno trasmesso queste pagine.
Questa è l’ ennesima testimonianza per non dimenticare quello che è successo nella seconda guerra mondiale.
Premetto che questa è una storia vera, in queste pagine ho avuto la possibilità di leggere quello che ha attraversato il giovane Lale Sokolov, che entra ad Auschwitz nel 1942 e diventare il “Tatowierer” del campo.
Lale ha ventisei anni quando le SS bussano alla sua porta cercando dei giovani in forza che potessero lavorare per il governo tedesco, il giovane si offre di andare con loro pur di salvare la sua famiglia, lui rispetto al fratello maggiore era ancora celibe e senza figli.
Non sa cosa lo aspetta, non sa dove lo porterà quel vagone del treno dove è salito e nemmeno conosce quello che succede nei campi di concentramento, nessuno se lo può immaginare.
Non entra come tatuatore, ma lo diventa dopo, Lale però fa il suo lavoro con precisione e puntualità perché ha un obiettivo, che è quello di uscire vivo dal campo e di rifarsi una vita.
Il suo proposito viene messo a dura prova durante gli anni che lui rimane ad Auschwitz, la brutalità di quello che ha visto, di quello che lui stesso ha dovuto subire è stato terribile.
Ma in questa enorme nuvola grigia di dolore e atrocità, c’è sempre uno spiraglio, un piccolo scorcio di vita che Lale trova innamorandosi di Gita, un’altra prigioniera del campo.
Quest’amore riporterà in vita Lale, lo farà resistere e i due riescono a trovare anche dei momenti, anche se molto rari, per poter sognare una vita insieme felice e fuori da tutto questo orrore.
Non vorrei raccontarvi di più sulla trama anche se la storia è facilmente reperibile sul web dove ci sono interviste e commenti su  Lale Sokolov e la sua testimonianza.
Quello che voglio però dire, è che ogni anno mi sorprendo per quante storie sull’Olocausto escano ancora a distanza di settat’anni dalla liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau da parte dell’esercito russo.
Ma capisco anche quanto sia difficile raccontare la propria storia, rivivere quei momenti, ripensare a quanto male è stato fatto, ma credo sia necessario far conoscere la vita di queste persone, perché ancora oggi molti pensano che la Shoah non sia vera. Io trovo agghiacciante tutto questo.
Devo fare sicuramente un enorme applauso all’autrice, che ha saputo raccontare questa storia con sensibilità e ha saputo trasmettere al lettore quel coinvolgimento tale che ci ha resi testimoni della vita nel campo di Lale, delle emozioni che ha provato, di quello che ha visto e della rabbia che aveva dentro quando non ha potuto aiutare le persone che erano lì con lui.
Negli anni di libri sull’argomento ne ho letti parecchi,  sia storie completamente inventate che invece, come in questo caso, vicende realmente accadute e ogni volta mi rendo conto di quanto ancora oggi dobbiamo fare per non discriminare gli altri e che dal passato non abbiamo imparato nulla.
Molte testimonianze finiscono in maniera tragica, molte sono le vite spezzate per sempre, interrotte, persone piene di vita, di sogni e di speranza discriminate solo perché diverse, mentre quelli che si sono salvati rimangono sempre con il ricordo di quello che hanno vissuto.
Questo libro è veramente toccante e profondo, Lale è un personaggio che ha saputo affrontare il periodo più buio della storia ed è riuscito a sopravvivere e a sconfiggere tutto il male che gli hanno fatto.
Le sue parole e questo libro sono fondamentali per noi e per mantenere viva la memoria.
Consiglio queste romanzo perché prima di tutto è una storia vera, perché l’autrice ha reso la storia coinvolgente ed emozionante e perché non dobbiamo dimenticare quello che è successo.

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