[INTERVISTA] Simona Giorgino e il suo libro "Sei dove batte il cuore"

Cari lettori,
come promesso Simona Giorgino è tornata a trovarci e ha risposto ad alcune domande, sulla sua passione per la scrittura, sui suoi gusti letterari e  sul suo libro "Sei dove batte il cuore", uscito lo scorso 5 luglio con la casa editrice Newton Compton editori. (lo trovate su  amazon sia ebook che cartaceo).
Vi lascio il link del post dove avevo parlato dell'uscita del libro.
Non mi resta che augurarvi una buona lettura e e lasciarvi all'intervista!



1- Ciao Simona, prima di parlarci del tuo libro, ci vuoi raccontare qualcosa di te?

Ciao a te e a tutti i tuoi lettori, e grazie per avermi ospitato nel tuo blog!
Io sono un’insegnante di inglese con la passione profondissima per la scrittura, per i libri e per gli animali. Coltivo anche la passione per la fotografia, e raramente esco di casa senza la mia macchina fotografica. Sono una persona sensibile, riservata, discreta, ma anche tosta e determinata, specialmente quando si tratta di dover raggiungere un obiettivo: in quel caso vengo posseduta dal demone dell’ostinazione, che finora, grazie al cielo, mi ha permesso di realizzare alcuni sogni a cui tenevo particolarmente!

2-Come e quando è nata la tua passione per la scrittura?

È nata insieme a me e, da quel giorno, non mi ha mai abbandonato. Ho sempre scritto, sin da piccola: dalle pagine di diario alle poesie, dai racconti ai romanzi.

3-Cosa significa per te scrivere?

Scrivere per me è comunicare. Ma comunicare innanzitutto con me stessa, prima ancora che con gli altri. Quando scrivo, il mio primo destinatario sono proprio io. È a me che rivolgo le domande, è me stessa che voglio emozionare, sono io la persona che voglio impressionare. Scrivo per emozionarmi, sognando attraverso gli occhi dei miei personaggi. Poi, se pubblicando e condividendo le mie storie riesco a far emozionare e magari a fornire una risposta di qualche tipo anche agli altri, tanto di guadagnato!
Scrivere mi permette di conoscermi, di scoprire mondi nuovi, di andare in posti dove nella realtà non mi è possibile andare, di provare emozioni rimaste sepolte nella polvere del passato, o emozioni che non ho mai provato in vita mia. Scrivere mi permette di vivere centinaia di vite, e mi piace l’idea di permetterlo anche a chi mi legge!

4-Quando riesci a trovare il tempo  di scrivere?Di giorno o di notte?Alcuni scrittori dicono che l’ispirazione arriva dopo il tramonto del sole, per te è così? C’è un luogo dove ami scrivere?

No, per me l’ispirazione può arrivare in qualsiasi momento della giornata. Poi, naturalmente, in base agli impegni personali e lavorativi, ci si organizza. Può capitare di scrivere di giorno o di sera, ma non ho una preferenza in tal senso. Scrivere è bello sempre per me: con la luce del sole, con il buio della sera, con il caldo dell’estate o con il gelo dell’inverno!
Per quanto riguarda il luogo, nella mia vita ho scritto ovunque, una buona parte del mio primissimo romanzo la scrissi addirittura su un letto d’ospedale! Ma in linea generale amo scrivere seduta al solito tavolo, al mio computer, totalmente da sola e in silenzio. Se c’è, per esempio, qualcuno di là che guarda la TV, in genere mi disturba. Insomma, finché posso, preferisco la solitudine e il silenzio, che mi aiutano a concentrarmi e a lasciar fluire l’immaginazione.

5-Qual è la fase più difficile per una scrittrice? Raccogliere le idee, scrivere, revisionare o promuovere il proprio libro?

Per quanto mi riguarda, la promozione è la cosa più difficile. C’è bisogno di mettersi in moto per diffondere la voce, attirare l’attenzione dei lettori, scegliere i canali giusti attraverso cui farlo. Non è per niente facile.

6-Ci vuoi parlare del tuo romanzo “Sei dove batte il cuore”, uscito lo scorso 5 luglio?

È un romanzo di narrativa contemporanea, una storia d’amore romantica che vede come protagonista Tessa, una pugliese trasferitasi a Milano per lavoro. È una traduttrice e mediatrice culturale in un centro d’accoglienza. Dopo la rottura con il suo ultimo ragazzo, non è più riuscita a innamorarsi, anche perché il nuovo lavoro l’ha assorbita totalmente e lei si è dimenticata di vivere la vita. Ma il destino le va in soccorso, preparandole uno scherzetto. Nel giro di qualche settimana, infatti, Tessa si ritroverà catapultata in quella che non sembra neppure la sua vita: da un’esistenza pacifica e tranquilla, si ritroverà alle prese con la conoscenza di tre persone, tutte legate a sfere molto diverse della sua vita. Una passione incontrollata la legherà a Brando, conosciuto per caso in un giorno di pioggia; un trasloco nella periferia milanese le farà incontrare Rocco, un agente immobiliare dolce e tenero; l’arrivo di un ospite ribelle e dal passato difficile in comunità, invece, la unirà a Leo, con l’intenzione di aiutarlo a riprendere in mano la propria vita e affrontare gli errori commessi.
Una storia che insegna a guardare in faccia la realtà, anche quando questa ci sembra ostile: la felicità ha bisogno del nostro coraggio per essere scovata là dove si nasconde!

7- I protagonisti del tuo libro sono ispirati a persone vicino a te oppure sono frutto della tua fantasia?

Sono tutti frutto della mia fantasia. Nessuno dei miei personaggi esiste realmente, anche se, per creare una storia, c’è sempre bisogno di attingere alla propria esperienza. Ecco quindi che di qua e di là può capitare di averci messo del mio: tratti caratteriali, cose che mi piacciono (per esempio nel libro vengono menzionati alcuni pittori contemporanei e i loro quadri: li adoro, e non ho potuto resistere alla tentazione di infilarli in un mio romanzo!), storie sentite, racconti accaduti a qualcun altro…

8-Vuoi raccontarci la tua esperienza con la pubblicazione del tuo ultimo romanzo?

È stata un’esperienza fantastica, perché è il mio primo libro pubblicato dalla Newton Compton. Dopo due esperienze con un piccolo editore, sono stata per qualche anno ferma, per via di impegni personali e lavorativi, e quando sono tornata all’attacco ho trovato un panorama editoriale totalmente cambiato. Molte mie colleghe avevano iniziato ad autopubblicare i propri lavori e sembravano felici e soddisfatte. Ho voluto provarci anch’io, e infatti non mi sono per niente pentita, è stata una bella esperienza, anche se è durata poco. Dopo solo circa un mese dalla data di pubblicazione, infatti, venivo contattata dalla Newton che aveva visto il mio libro e voleva valutarlo. Ed eccomi qui. Pubblicare con loro è un sogno che si realizza!

9-Cosa pensi del self publishing e dell’editoria a pagamento?

Sono sempre stata contraria all’editoria a pagamento e non ho cambiato idea. Pubblicare senza pagare si può. Ci sono molti editori seri, piccoli, medi e grandi, che non ti fanno spendere un centesimo, che credono in te e decidono di investire sul tuo lavoro.
Il self publishing? Una bella scoperta. In quel breve tempo in cui il mio libro è stato autopubblicato ho raccolto le mie belle soddisfazioni. Ho scoperto che ci sono moltissimi lettori, fortunatamente, che non si lasciano ingannare dal pregiudizio nei confronti di questo metodo di pubblicazione. Molti rifiutano a priori di leggere self, come se un editore alle spalle fosse necessariamente sinonimo di competenza.  Io dico, invece, che sia tra i self che tra i libri editi da una casa editrice si può trovare un libro che piace e un libro che non piace. È normale! Un autore self, semplicemente, fa il doppio della fatica: non solo scrive, ma poi si edita da solo (qui apro una parentesi: i self molto spesso hanno alle spalle editor professionisti, e anzi, trovo che sia giusto così e inviterei tutti quanti a farlo: quattro occhi sono sempre meglio di due!), si pubblica e si promuove da solo. Conosco autori self molto in gamba!
Simona Giorgino

10- Quali sono i tuoi gusti quando leggi? Cosa ti colpisce di più in un libro? La copertina, la trama, l’autore ecc.?

Mi colpisce la scrittura, la prosa, il modo di usare la parola, la capacità di evocare sensazioni uditive, visive, tattili, olfattive. La trama non mi interessa. Un libro per me può anche parlare del nulla più assoluto, ma se è scritto come dico io, con una prosa che mi rapisce e riesce a portarmi in una dimensione parallela, per me è un libro vincente. Le trame originali piacciono a tutti, e se un libro è scritto bene e in più ha una trama originale allora ben venga! Ma se è scritto con una prosa che non mi colpisce, può anche avere la trama più originale del mondo, ma non riesco proprio a lasciarmi coinvolgere!  La parola e il modo in cui viene usata sono le due cose più importanti per me. Il mio libro preferito, quello che leggo e rileggo centinaia di volte senza mai stancarmi, non ha alle spalle chissà quale storia sconvolgente, ma ha una prosa in grado di ammutolirmi e di togliermi il fiato.
L’occhio vuole la sua parte. Adoro le copertine, amo guardarle e immaginare di cosa parlerà il libro, ma sappiamo tutti che la bellezza di un libro non dipende dalla cover: ho letto libri bellissimi con copertine bruttissime!

11-A quali scrittori ti ispiri?

Non mi ispiro a nessuno scrittore, almeno non consciamente. Quando si scrive, però, temo siano inevitabili gli influssi che vengono da autori che hai letto e che hai amato. Io amo Angela Bianchini, per esempio, con il suo Le nostre distanze, il libro che leggo e rileggo centomila volte, di cui ho parlato sopra, mi piacciono Baricco e Gianrico Carofiglio, e sono sicura che, anche senza accorgermene, loro siano sempre dentro di me e sotto la punta della mia penna, mentre scrivo una storia.

12-Pensi che scrivere possa diventare un vero e proprio lavoro?

Non lo penso, ma me lo auguro. Può sembrare un controsenso, ma la speranza di poter fare il lavoro dei tuoi sogni, nella vita, be’, quella non muore mai.

13-Com’è il tuo rapporto con i lettori?
Adoro i miei lettori e adoro sapere che cosa pensano delle mie storie. Li sento molti vicini a me: d’altronde, prima di essere un’autrice, sono pur sempre una lettrice anch’io!

14-Ami i social network? Pensi che possano aiutare un giovane autore a farsi conoscere?

Non li amo particolarmente, ma purtroppo devo ammetterlo: i social oggi sono importantissimi per la promozione! Se non hai un profilo su FB o un account su Instagram, oggi sembri essere tristemente fuori dal mondo. I social ti permettono di avere tutto e tutti a portata di mano, e consentono a una notizia di arrivare lontanissimo e di raggiungere tantissime persone. Io stessa non saprei più come fare senza social: a volte sembra che non ci siano altri modi per far sapere a qualcuno che hai pubblicato un libro, per esempio. Sul social, invece, hai la possibilità di dirlo una volta sola e contemporaneamente a migliaia di persone! Eccome se sono utili. Sì, purtroppo lo sono.

15-C’è qualcosa che bolle in pentola? Un nuovo romanzo?

Concluso da poco -:). Un nuovo romanzo contemporaneo a cui sono molto legata, una storia sul perdono e sull’importanza della famiglia, nel quale ovviamente non manca l’amore! Una storia d’amore struggente e bellissima che nel libro ho paragonato a un fiore che cresce nella crepa di una roccia… perché mentre tutt’intorno è duro e cupo, lui sboccia anche lì dove non dovrebbe!


Ringrazio Simona per l'intervista!











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