[RECENSIONE] La donna in gabbia di Jussi Adler Olsen

Oggi vi parlo del romanzo "La donna in gabbia" di Jussi Adler Olsen, uno dei più conosciuti autori di gialli danesi.





Recensione:

Questo è il primo libro dedicato alla sezione Q, un'unita speciale creata per indagare sui vecchi casi irrisolti. Questo nuovo progetto viene affidato a Carl Mørck, uomo di mezza età, esperto e con grande intuito, che però è stato isolato dai colleghi a causa del suo brutto carattere.
L'uomo riprende servizio nella squadra di Copenaghen, dopo un 'operazione dove è rimasto vittima un suo collega mentre lui e Hardy, un altro poliziotto, sono rimasti  feriti. Profondamente provato da questa esperienza, torna al lavoro e si trova  a capo di questa nuova squadra con un solo assistente Assad, un ragazzo molto giovane che viene assunto, perché nessuno dei suoi colleghi vuole lavorare con lui.
Nonostante tutte le difficoltà l'uomo decide di affrontare la situazione e di cercare di fare al meglio il lavoro anche se la sua situazione personale non è delle migliori, si è appena separato dalla moglie e il suo amico e collega Hardy non camminerà più.
Il primo caso sul quale deve indagare è la scomparsa e il possibile suicidio di una parlamentare del partito democratico, Merete Lynggaard. Della donna si sa ben poco, è molto giovane ha trentasei anni, è una bella ragazza ma soprattutto di talento e Merete è sempre stata molto concentrata sul lavoro, ma dopo le sei di sera, torna a casa dal fratello Uffe, che a seguito di un incidente ha dei problemi di salute. Della sua vita privata non si sa niente e quindi Carl e Assad devono cercare degli indizi per trovare la verità, il corpo della donna non è mai stato trovato anche se tutti credono che lei si sia suicidata.
L'incipit è molto interessante e coinvolgente, mentre i primi capitoli introducono il personaggio di Carl e la vita di Merete prima del rapimento.
Carl è un uomo polemico, testardo, burbero e soprattutto non ascolta nessuno e fa di testa sua, tratta i colleghi con sufficienza e nei suoi confronti non ho avuto una simpatia immediata. Ho dovuto entrare nel suo mondo, ma qualcosa non ha funzionato, l'ho trovato sopra le righe e la sua pigrizia ha contribuito ad avere una brutta opinione su di lui.
Lui è capace e ha talento quando vuole impegnarsi, ha sicuramente molti problemi ma deve cercare di avere un'evoluzione e di superarli.
Merete la conosciamo attraverso i vari capitoli, è una donna tenace e di talento che durante la prigionia tiene duro per sopravvivere e cercare di capire chi le stia facendo del male.


"Intendeva prendersi cura di sè. Per loro era solo la donna nella gabbia, ma sarebbe stata lei a decidere la distanza tra le barre" [...] Non sarebbero riusciti a farle abbassare la testa. Fu questa la decisione che prese, abbandonata sul pavimento, con la spalla che pulsava per il dolore e un occhio tumefatto."

Lo stile di narrazione è coinvolgente nella parte finale quando le indagini ci fanno scoprire la verità, nella parte precedente sinceramente non c'è molto suspense e le indagini non le ho trovate così interessanti. Anzi, in alcuni punti ho trovato il libro noioso.

"Non sapeva quale fosse il limite, ma non era stato ancora raggiunto"

La trama non mi ha convinta, le motivazioni del rapimento e delle torture che Merete subisce sono molto deboli e a mio avviso poco credibili.
Mi dispiace ma sinceramente non posso dire che una storia del genere possa essere verosimile.
Dopo aver letto il romanzo, non mi sento di consigliarlo, ma ci sarà sicuramente qualcuno che lo possa apprezzare, soprattutto chi ama il giallo poliziesco con un protagonista difficile da capire, ma per quanto riguarda me, non andrò avanti con la serie dedicata alla sezione Q.


***

Trama:
La voce distorta proviene da un altoparlante piazzato da qualche parte nel buio: "Buon compleanno, Merete. Oggi sono centoventisei giorni che sei qui, e questo è il nostro regalo per te. Lasceremo la luce accesa per un anno, a meno che tu non sia capace di rispondere a una domanda. Perché ti abbiamo rinchiusa?" Merete Lynggaard, giovane parlamentare danese di successo, è a bordo di un traghetto il giorno in cui scompare senza lasciare tracce. I media si lanciano avidamente sulla storia e le ipotesi si avvicendano nei titoli: dal suicidio all'omicidio, dal tragico incidente al rapimento, fino alla sparizione volontaria. La polizia mette in campo tutte le forze, ma senza risultato: la donna sembra inghiottita dalla terra. Merete però non è morta. Chi la tiene segregata in modo tanto disumano in una prigione di cemento? E perché? Cinque anni dopo, Cari Morck, poliziotto svogliato e burbero, una spina nel fianco per tutti i colleghi, decide di riaprire le indagini con la sua Sezione Q, il nuovo reparto speciale per i casi irrisolti. Procedendo a ritroso nel tempo fra trame politiche e drammi familiari, Morck e il suo misterioso assistente siriano Assad si lanciano in una battaglia contro il disegno delirante di un criminale folle.




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