[RECENSIONE] Nel silenzio delle nostre parole di Simona Sparaco

Cari lettori?
Come state? Spero che vada tutto bene.

Oggi parliamo dell'ultimo libro che ho letto ad aprile, il romanzo in questione è "Nel silenzio delle nostre parole" di Simona Sparaco, vincitore del premio Dea Planeta 2019.






Recensione

Voglio fare una premessa, ho letto questo libro senza nessun pregiudizio e senza aver letto nessun'altra recensione.
Conosco Simona Sparaco, come autrice, da moltissimi anni e prima che fosse la compagna di Gramellini e questo è sicuramente il suo romanzo di maggior  successo, un po' tutti ora si sono accorti di lei e del suo talento.

Lo stile di scrittura di Simona è  molto scorrevole e  curato e attraverso la sua penna ci conduce nel cuore della storia e ci trasmette moltissime emozioni attraverso i personaggi che ha creato.

La trama del romanzo è incentrata principalmente sull'amore che si instaura tra una madre e un figlio, in varie forme ma è pur sempre un legame indissolubile e unico.

"Quante parole ci diciamo che sono solo silenzio? Perchè vorremmo dirne altre ma non abbiamo il coraggio di dargli voce?"

Alcune volte manca proprio il coraggio di parlare, di dire un ti voglio bene ad un figlio o ad un genitore, prima che non lo si possa fare più.

Tutto si svolge in un giorno il 23 marzo, quando la vita delle quattro protagoniste cambia per sempre, l'autrice ci racconta le storie di Alice, Naima, Polina e Hulya.
Quel giorno il destino di queste quattro donne sarà in mano ad evento indipendente dalla loro volontà e  si troveranno ad essere inermi davanti ad un incendio, scaturito da un frigorifero in un appartamento del secondo piano della palazzina in cui vivevano.

Come Simona stessa ha detto questo è il suo primo romanzo corale, ma al di là del raccontarci le storie di queste quattro donne, che vengono accomunate da questo evento tragico; loro sono per età, per religione, per nazionalità molto diverse e non hanno nulla in comune.
Credo che dietro a questo libro ci sia un messaggio più profondo.

A me ha colpito in particolare la storia di Alice e di Naima, due donne diverse ma che mi hanno emozionato, mentre non posso dire lo stesso per Polina e Hulya che non mi hanno trasmesso molto.

L'evento che l'autrice ci racconta è tragico e molto drammatico, in pochi minuti la vita si può spegnere oppure se si riesce a sopravvivere, queste donne si porteranno dietro una ferita molto profonda che  non si rimarginerà più.

Al centro del libro ci sono i legami famigliari, quante volte siamo incapaci di dire quello che pensiamo ad una persona cara e quante volte rinunciamo ad esprimere i nostri sentimenti?
Il silenzio alcune volte è carico di parole, in alcuni casi rimarranno sospese per sempre se non riusciamo a tirarle fuori subito.

Un libro che ho trovato molto emozionante nella parte finale, a mio avviso tutti i personaggi sono ben delineati e credibili anche se alcuni spiccano sugli altri, la storia di Alice e quella di Naima sono sicuramente più coinvolgenti.

In alcuni punti, purtroppo, la storia che veniva raccontata non mi ha entusiasmato moltissimo e mi dispiace ma credo che gestire quattro punti di vista diversi sia una cosa alquanto difficile.

Simona Sparaco con uno stile semplice ma molto curato, crea un libro che vuole essere un omaggio e un ricordo per tutte le vittime e per le loro famiglie, che in un modo così atroce e spaventoso hanno persona una persona cara. Infatti, questa storia ricorda molto l'incendio alla Grenfell Tower di Londra del 2017.

Inoltre mette in luce quanto sia forte e indissolubile il legame tra una madre e un figlio, anche se a volte ci si perde di vista, o per incomprensioni varie non ci si parla più.

Un libro che consiglio di leggere, non tanto per le storie che vengono raccontate ma per il messaggio che contiene il romanzo.


***

Trama:

Non c’è morte che non presupponga una rinascita. Imparare a decifrarla può dare un senso a tutto ciò che resta. Persino alla cenere.
È quasi mezzanotte e una nebbia sottile avvolge la metropoli addormentata. In un palazzo di quattro piani, dentro un appartamento disabitato, un frigorifero va in cortocircuito. Le fiamme, lente e invisibili dall’esterno, iniziano a divorare ciò che trovano. Due piani più in alto, Alice scivola nel sonno mentre aspetta il ritorno di Matthias, il ragazzo che ama con una passione per lei nuova e del quale non è ancora riuscita a parlare a sua madre, che abita lontano e vorrebbe sapere tutto di lei. Anche Bastien, il figlio della signora che occupa un altro degli interni, da troppi mesi ormai avrebbe qualcosa di cruciale da rivelare alla madre, ma sa che potrebbe spezzarle il cuore e non trova il coraggio. È un altro tipo di coraggio quello che invece manca a Polina, ex ballerina classica, incapace di accettare il proprio corpo dopo la maternità, tantomeno il pianto incessante del suo bambino nella stanza accanto. Giù in strada, nel negozio di fronte, Hulya sta pensando proprio a lei, come capita sempre più spesso, senza averglielo mai confessato, ma con una voglia matta di farlo. Per tutti loro non c’è più tempo: un mostro di fuoco sta per stravolgere ogni prospettiva, costringendoli a scelte estreme per colmare quei silenzi, o per dare loro un nuovo significato. Con una straordinaria sensibilità e una scrittura che diventa più intensa a ogni pagina, Simona Sparaco indaga i momenti terribili in cui la vita e la morte si sfiorano diventando quasi la stessa cosa, e in cui le distanze che ci separano dagli altri vengono abbattute dall’amore più assoluto, quello che non conosce condizioni.

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