[RECENSIONE] IL PRODIGIO DI EMMA DONOGHUE

Cari lettori, 

oggi parliamo del libro "Il prodigio" di Emma Donoghue pubblicato dalla Neri Pozza, questo romanzo  è un mix tra il romanzo storico e il giallo, ambientato nell'Ottocento in Irlanda.




Recensione

Questo libro mi aveva incuriosito moltissimo fin dalle prime pagine.

La protagonista è Lib Wright, un'infermiera di trent'anni che è rimasta vedova e che è stata l'allieva di Florence Nightingale.  E' chiamata dalla famiglia O'Donnell, per osservare la figlia Anna per quindici giorni, la bambina non mangia dal giorno del suo undicesimo compleanno e sono passati quattro mesi.

Molti credono che nella bambina ci sia qualcosa di prodigioso e che questo sia legato alla religione, Anna si sente bene, legge, cuce, canta e prega, anche se per  il momento non va a scuola.

Lib arriva nella piccola cittadina di Athlone e si trova davanti una famiglia umile  e molto devota che crede che il digiuno di Anna sia legato unicamente alla religione, mentre ci sono una serie di persone che invece credono che tutto sia un imbroglio e una truffa. Per questo hanno chiamato Lib, non tanto per le sue capacità ma per il fatto che abbia lavorato con Florence Nightingale.

La cittadina è molto povera, gli abitanti sono stremati da sette anni di carestia e pestilenza e il caso della bambina potrebbe migliorare le condizioni di vita del paese, visto l'interesse che sta suscitando.

Lib farà a turni con Suor Micheal per osservare la bambina per quindici giorni, 24 ore su 24, la protagonista non crede assolutamente che Anna possa essere sopravvissuta senza mangiare. 


"Cosa aveva questa bambina viziata per coinvolgere nella sua messinscena tutti gli adulti che le stavano intorno?"

 

La bambina riceve molte visite, anche di persone che vengono da altre cittadine, la famiglia non sembra interessata ai soldi e tutte le donazioni che vengono fatte sono destinate ai poveri.

Lib è una donna che ha vissuto molti dolori e cerca in tutti i modi di capire cosa c'è dietro a questa storia, pensa inizialmente sia tutto opera della bambina poi però scava più in fondo e uscirà una storia del tutto diversa da quella che immaginiamo all'inizio.

"Le disgrazie che aveva subito l'avevano resa temeraria."
Lib è molto ligia al suo lavoro e non si lascia intimorire dal pregiudizio nei suoi confronti, per l'essere inglese e protestante e va avanti per scoprire la verità, instaurando anche un rapporto di amicizia con la bambina. 

"Le brave infermiere seguono le regole[...] Ma le migliori capiscono quando è il momento di ignorarle [...]"
Questo romanzo si ispira alle storie vere delle "Digiunanti", delle bambine e delle donne che nelle isole britanniche, nell'Europa occidentale e nel Nord America tra il XVI e XX secolo vivevano per lunghi periodi senza mangiare, alcune lo facevano per motivi religiosi.

Questo libro racconta del conflitto tra la scienza e la religione, Lib in questo caso è la voce della razionalità, si base sui fatti e sulle condizioni della bambina e non crede dietro ci sia un qualcosa di prodigioso, ma rimane sempre lucida e cerca di capire cosa è veramente successo.
Molto abitanti della cittadina, invece, credono che Anna abbia qualcosa di speciale e si affidano alla religione e non  ai dati medici. 

La scrittura è molto buona ma ho trovato che nella prima parte del libro la narrazione è stata molto lenta, ci sono moltissimi dettagli che si devono assimilare e la lettura deve essere molto attenta e quindi meno scorrevole. 
Però è un libro che mi ha tenuto incollata alle pagine perché volevo sapere che cosa sarebbe successo alla  bambina.

Il personaggio di Lib è ben caratterizzato, il suo scetticismo era anche il mio, quindi ho compreso il suo disagio quando è arrivata in Irlanda e ho apprezzato il suo coraggio e la sua forza d'animo nel continuare a fare il suo lavoro di infermiera, anche se in alcuni casi non era compresa o capita. 


Presto questo libro diventerà un film per Netflix con il titolo "The Wonder"


***


Trama


Irlanda, seconda metà dell’Ottocento. L’infermiera Lib Wright, una veterana della guerra in Crimea formatasi all’illustre scuola di Florence Nightingale, è appena giunta nelle Irish Midlands dall’Inghilterra. A convocarla è stato un comitato capeggiato dal dottor McBrearty, il medico della Contea. Il caso sottopostole è quanto mai insolito: Anna O’Donnell, una bambina in perfetta salute, afferma di non toccare cibo dal giorno del suo undicesimo compleanno, quattro mesi prima. Un vero e proprio «prodigio vivente», che non manca di attirare stuoli di fedeli da tutto il mondo, impazienti di vedere con i propri occhi la bambina che sostiene di nutrirsi soltanto di manna dal cielo.
Non tutti, però, si sono lasciati impressionare dalle parole della piccola. Molti pensano che gli O’Donnell siano degli impostori che danno da mangiare alla figlia di nascosto, facendosi beffe del mondo e dello stesso dottor McBrearty. Per questo il comitato ha ritenuto opportuno ingaggiare due scrupolose sorveglianti che rimarranno a turno al fianco di Anna, giorno e notte, per due settimane. Lib è convinta di aver ottenuto l’incarico soltanto grazie all’autorevolezza della scuola da cui proviene e di aver affrontato quel lungo viaggio oltremare non per fornire la sua esperienza, ma per servire da balia e carceriera a una piccola imbrogliona, e tutto a causa dell’orgoglio ferito di un medico di provincia. Rifiutare, tuttavia, significherebbe rinunciare al lauto corrispettivo offerto, anche se il vero compenso sarà, per lei, smascherare quel miserevole inganno e far trionfare la verità.
La casupola in cui vive la bambina non ha più di quattro stanze e l’infermiera confida sul fatto che le basterà una notte per sorprendere Anna a cibarsi di nascosto, da sola o aiutata da qualcuno dei famigliari. Eppure nei primi giorni di vigilanza, la piccola non fornisce alcuna prova sul raggiro perpetrato, al di là di quella frottola gigantesca: la pretesa di poter vivere senza mangiare.
Vivendo di privazioni al pari di una santa, mostra, anzi, una serenità e una padronanza di sé tali che Lib è spinta a chiedersi se per caso non stia affatto fingendo. Tuttavia, proprio quando le convinzioni di Lib cominciano a vacillare, Anna inizia a deperire rapidamente sotto i suoi occhi, ponendo l’infermiera di fronte a dilemmi ancora più grandi.
Con una splendida prosa, capace di mantenere sempre alta la suspense, Emma Donoghue ci consegna un magistrale romanzo che parla di ignoranza, accanimento religioso e superstizioni nell’Irlanda dell’Ottocento, e della magnifica amicizia tra una donna scettica e una bambina terrorizzata. 









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