[RECENSIONE] I miei giorni alla libreria Morisaki di Satoshi Yagisawa

Cari lettori,

oggi parliamo di un libro di narrativa giapponese.




Recensione

Con una trama semplice ma coinvolgente questo libro è riusciti a farmi sorridere e a farmi passare un paio di ore in assoluto relax. .

Adoro gli autori giapponesi sia quando affrontano temi più delicati, sia quando descrivono i problemi della società odierna, ma anche in questo caso quando raccontano una storia normale e riescono a renderla interessante.

Takako è in un momento difficile della sua vita, scopre che la sua relazione è in realtà fittizia perché il suo ragazzo si sta per sposare con un'altra donna  che è la sua fidanzata e decide di lasciare il lavoro perché non sopporta più di vedere il suo ex. Si chiude in se stessa, nella sua stanza per giorni senza fare nulla,  fino a che suo zio non le chiede di darle una mano nella libreria Morisaki, negozio che ha ereditato dal nonno.


Abitavo sommersa dai libri in una stanza al primo piano, un ambiente buio e angusto, umido, pervaso dell’odore di muffa tipico della carta vecchia.

Ciò nonostante, il ricordo di quelle giornate è ormai parte di me perché è proprio lì che la mia vita, la mia vera vita, è cominciata. Senza quell’esperienza tutto sarebbe stato molto più scialbo, banale, piatto.

Un posto importante, indimenticabile: questo è per me la libreria Morisaki.

I ricordi di quel periodo sono ancora vividi, pronti a emergere dai recessi della memoria.



La protagonista è titubante all'inizio ma accetta, perché non vuole andarsene da Tokyo e tornare nel suo paese Kyūshū dove è cresciuta e dove la madre le combinerebbe un matrimonio. Dopo aver fatto così tanti sacrifici non può tornare indietro.

La libreria Morisaki è nel quartiere Jinbōchō che è famoso per essere pieno di libreria,  un vero e proprio posto magico per tutti noi lettori. Takako è affascinata da quello che vede, dai libri anche se non è una lettrice, li inizierà ad amare e aiuterà lo zio con il negozio. A causa di alcuni problemi di salute, lo zio deve assentarsi per fare delle terapie.

Takako è un personaggio interessante che ho trovato ben delineato nonostante il libro sia corto, è una giovane ragazza che deve ancora capire cosa vuole e cosa fare della sua vita, sicuramente quello che le è successo l'aiuterà a crescere.

Tutto quello che succede nel libro viene scandito dal passare delle stagioni e di come la natura cambia e così anche le persone possono trovare la loro strada, dopo il buio dell'inverno c'è sempre una nuova primavera.

Lo stile è molto semplice forse in alcuni momenti anche troppo probabilmente se fosse stato scritto da un autore europeo sarebbe stato molto noioso, ma i giapponesi ci sanno fare, riescono a rendere qualcosa di semplice davvero delizioso. 

Per apprezzarlo bisogna conoscere come scrivono i giapponesi, il ritmo calmo e lento è tipico della loro letteratura e della loro cultura come l'amore per i libri. 

Diciamo che manca la visione pessimista tipica della loro cultura, la trama è leggera e senza pretese anche se in fondo tra le righe si può scorgere un messaggio importante, come la rinascita dopo un momento buio, un amore ritrovato, una seconda possibilità, il potere dei libri e della lettura. Ho amato le descrizione anche se trovo che l'autore  sia ancora alle prima armi e  possa migliorare molto. 

Consigliato solo a chi conosce già e apprezza la letteratura giapponese.


***

Trama

“Iniziai a leggere un libro dopo l’altro. Quei vecchi libri nascondevano storie per me inimmaginabili. E non mi riferisco solo a ciò che raccontavano. Dentro ognuno trovai tracce del passato: sottolineature, segnalibri, fiori secchi… Erano incontri che superavano le barriere temporali, possibili solo attraverso i vecchi libri. E così cominciai ad affezionarmi alla libreria Morisaki.”

Jinbōchō, Tōkyō: il quartiere delle librerie, paradiso dei lettori. Benché si trovi a pochi passi dalla metropolitana e dai grandi palazzi moderni, è un angolo tranquillo, un po’ fuori dal tempo, con file di vetrine stipate di volumi, nuovi e di seconda mano. Non tutti lo conoscono, i più vengono attratti dalle mille luci di Shibuya o dal lusso di Ginza, e neppure Takako – venticinquenne dalla vita piuttosto incolore – lo frequenta, anche se proprio a Jinbōchō si trova la libreria Morisaki, che appartiene alla sua famiglia da tre generazioni: un negozio di appena otto tatami in un vecchio edificio di legno, con una stanza adibita a magazzino al piano superiore. È il regno dello zio Satoru, che ai libri e alla Morisaki ha dedicato la vita, soprattutto da quando la moglie lo ha lasciato.

Entusiasta e un po’ squinternato, Satoru è l’opposto di Takako, che non esce di casa da quando l’uomo di cui era innamorata le ha annunciato che sposerà un’altra. Ed è proprio lui, l’eccentrico zio, a lanciarle un’imprevista ancora di salvezza proponendole di trasferirsi al piano di sopra della libreria in cambio di qualche ora di lavoro.

Takako non è certo una gran lettrice ma, quasi suo malgrado, si lascia sorprendere e conquistare dal piccolo mondo di Jinbōchō.

Tra discussioni sempre più appassionate sulla letteratura moderna giapponese, un incontro in un caffè con uno sconosciuto ossessionato da un misterioso romanzo e rivelazioni sulla storia d’amore di Satoru, scoprirà pian piano un modo di comunicare e di relazionarsi che parte dai libri per arrivare al cuore. Un modo di vivere più intimo e autentico, senza paura del confronto e di lasciarsi andare.



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