Cari lettori,
oggi parliamo del libro "Il cuore della foresta" di Amity Gaige, un romanzo di narrativa contemporanea con un tocco di thriller.
Recensione
Questo libro racconta della scomparsa di Valerie Gillis, che ha deciso di intraprendere il Sentiero degli Appalachi, un percorso lungo più di 3000 km che parte dalla Georgia fino al Maine, una sfida molto importante per gli appassionati di trekking e di escursionismo; il vero obiettivo però è quello di riuscire a concluderlo in una sola stagione. Il percorso è molto duro, bisogna avere l'equipaggio corretto e le provviste giuste, altrimenti senza organizzazione è impossibile compierlo.
Chi lo intraprende non lo fa solo per una sfida personale, ma per combattere qualcosa, per risolvere qualcosa dentro di sé, così è anche per Valerie, che è un'infermiera e che per affrontare il post pandemia e il burnout, decide di fare questa sfida.
Il tenente Bev coordina le ricerche con una serie di spedizioni, ascolta i testimoni e le persone che l'hanno conosciuta durante il percorso, cercando di ricostruire cosa possa essere successo. Il suo lavoro è quello di trovare persone scomparse da trent'anni, per lei non è solo la sua professione ma ci dedica anima e corpo trascurando la sua vita personale.
I POV che incontriamo lungo la narrazione non sono solo questi abbiamo anche Santo, un escursionista che si definisce "grasso" e affronta il percorso con un equipaggio poco adatto e non è molto esperto di come comportarsi in questa situazione, incontra Valerie e ne diventa amico.
E infine Lena, una signora di settantasei anni appassionata di birdwatching che grazie a un forum online si improvvisa detective, in quanto si è presa a cuore la storia di Valerie.
Il tema principale della narrazione non è il thriller e la scomparsa della Gillis ma il rapporto madre-figlia, la maternità, la resilienza e la solitudine. In questo testo spiccano le voci femminili che la fanno da protagonista, donne, madri, mogli. Valerie in primis che per affrontare il suo percorso scrive un diario rivolto alla madre, Bev che ha una madre malata e che ha sempre disprezzato il suo lavoro nel corpo forestale, considerandolo una "professione maschile" . Poi infine Lena, che non ha più rapporti con la figlia, e si appassiona alla storia di Valerie come se fosse la sua ad essere scomparsa.
L'autrice è riuscita a cogliere ogni dettaglio della bellezza della natura, dei ruscelli, dei boschi che accompagnano questa storia, con uno stile accurato e fluido ha creato una storia che risulta interessante e avvincente fino alla fine.
Oltre alla narrazione che mi ha convinta e che ho trovato credibile, ho davvero apprezzato lo stile di scrittura cosi curato, scorrevole, attento ai dettagli e ricco.
Un libro che consiglio.
***
Trama
Sul Sentiero degli Appalachi, nel fitto dei boschi del Maine, Valerie Gillis scompare. È un'ex infermiera, appassionata escursionista, in cerca di un senso che nella vita di tutti i giorni non trova più. Il corpo forestale, guidato dalla tenente Beverly, si mobilita e il caso attira volontari e curiosi, tra cui Lena, un'anziana donna amante del birdwatching, che segue le ricerche sui social media da una residenza di pensionati nel Connecticut. Unite da un filo invisibile, le indagini di Beverly corrono parallele a quelle di Lena, aiutata da un esperto naturalista conosciuto online; mentre Valerie, sola nella natura selvaggia, lotta per sopravvivere e scrive lunghe lettere a sua madre, come tracce tangibili del suo cammino. I giorni passano inesorabili e le speranze si affievoliscono, e un dubbio inquietante inizia a e se la scomparsa di Valerie non fosse stata un incidente?
Amity Gaige trasforma l'odissea di un'escursionista in un romanzo incalzante come un thriller, che intreccia le voci vivide e struggenti di tre donne che non si arrendono davanti a nulla. Il cuore della foresta è una meditazione sul rapporto madre-figlia, sull'amore e il perdono, ma soprattutto sul coraggio di perdersi per trovare le proprie radici più profonde, quel cuore che sa illuminare la strada del ritorno.


Nessun commento
Posta un commento