L'isola degli alberi scomparsi di Elif Shafak

 Cari lettori, 

oggi parliamo di L'isola degli alberi scomparsi di Elif Shafak




Recensione

Elif Shafak anche in questo libro non delude le aspettative ma le supera, un romanzo molto interessante pieno di spunti di riflessione sui legami, sui sentimenti, sul dolore, sul valore della famiglia.

Cipro e in particolare Nicosia, divise da un'ostilità che dura da decenni, turchi contro greci, una lotta implacabile e  una pace difficile da raggiungere.

Ci sono vari spazi temporali, la crisi degli anni settanta che portò al colpo di stato e all'attuale divisione dell'isola, i primi anni 2000 e la fine del 2010.

Il filo conduttore della narrazione lo tiene una pianta di fico, all'inizio potrebbe risultare strano, durante la lettura però capisci che invece ha molto senso. E' simbolica , è un punto di vista senza pregiudizi, unisce il passato al presente, ha assistito al cambiamento di Cipro e a quelli dei personaggi. C'è sempre stata, è testimone di tutto.

Il libro inizia con la storia di Ada che è la figlia di Kostas e Defne, il padre è greco-cipriota e la mamma turca-cipriota, si incontrano e si innamorano a Cipro, in un momento difficile della storia recente.Il loro amore è impossibile, loro lo sanno, soprattutto in quella terra e in quel tempo.

Ada non conosce cosa sia successo in passato perché non ha conosciuto i nonni e gli zii, la storia è più complessa di quello che pensiamo, la guerra civile ha distrutto tutti, non ci sono vincitori. Le vittime sono costrette a rimanere in silenzio, i traumi che hanno vissuto non possono essere superati, le ferite rimarranno per sempre.

I personaggi che ci vengono presentati sono molto vividi, verosimili ed è difficile non affezionarsi a loro, l'autrice come sempre non giudica e non accusa nessuno, non prende le parti di una o dell'altra fazione. Si limita a raccontare, a far conoscere cosa è successo.

Quando si cerca la verità anni dopo su quello che è accaduto negli anni settanta, i ciprioti di seconda generazione, non vogliono raccontare nulla, vivono nel silenzio, perché non vogliono riaprire le ferite che non si sono rimarginate. L'attuale green line è un simbolo potente, la storia passata non si cancella.

L'autrice non si limita a raccontare una storia straziante di amore, di perdita, ma anche di come le radici siano importanti, di quel senso di spaesamento provate dai migranti lontano da casa. In questo ho sentito l'autrice stessa che scriveva di come si sentisse lontano dalla Turchia, non so se vi tornerà mai, ma questo sentimento di malinconia viene ben trasmesso al lettore.

Il punto di vista della pianta di fico si è rivelato alla fine per me una sorpresa, è semplicemente geniale, solo a Elif Shafak può venire in mente una cosa del genere.

Un romanzo avvincente, coinvolgente e molto emozionante, questo penso significhi la lettura, farti aprire gli occhi su un mondo diverso dal nostro, comprendere e apprezzare culture diverse. Essere tolleranti, accogliere e non rifiutare,  riflettere, sorridere, piangere.


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Trama


Nata e cresciuta a Londra, Ada Kazantzakis, sedici anni, non sa niente del passato dei suoi genitori. Non sa che suo padre Kostas, greco e cristiano, e sua madre Defne, turca e musulmana, negli anni Settanta erano due adolescenti in quell'isola favolosa di acque turchine e profumo di gardenie chiamata Cipro. Non sa che i due si vedevano di nascosto in una taverna di Nicosia, dalle cui travi annerite pendevano ghirlande d'aglio e peperoncini. Non sa che al centro di quella taverna, testimone dei loro incontri amorosi, svettava un albero di fico. E non sa che l'albero, con le fronde che uscivano da un buco sul tetto, era lì anche quando l'eterno conflitto dell'isola, spaccata in due lungo la «linea verde», si era fatto più sanguinoso e i due ragazzini non erano più venuti. Ora quello stesso albero, nato da una talea trafugata anni prima a Londra, cresce nel giardino dietro la casa di Ada: unico, misterioso legame con una terra dilaniata e sconosciuta, con quelle radici inesplorate che, cercando di districare un tempo lunghissimo fatto di segreti, violente separazioni e ombrosità, lei ha bisogno di trovare e toccare, per poter crescere.


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