Cari lettori,
oggi parliamo di Lo scontento di Beatriz Serrano.
Recensione
Un romanzo che in maniera cinica e sarcastica riflette sul mondo lavorativo odierno, sui middle manager e sulla vita dei millennials di oggi.
La prima parte l'ho trovata più interessante rispetto al resto del libro, la protagonista in maniera tagliente e arguta affronta un argomento spinoso ma molto attuale.
La vicenda narrata è sicuramente portata allo stremo e la trama si trascina un po' per le lunghe soprattutto verso la fine del libro, questo porta il lettore ad annoiarsi un po'.
Lo stile fresco e accattivante rende la storia tutto sommato piacevole, anche se è stato sicuramente un po' esasperato il racconto, piuttosto di non tornare in quel posto di lavoro la protagonista avrebbe preferito che le succedessero le peggio cose.
E' un libro che fa sicuramente riflettere, l'infelicità di una persona sul lavoro poi esaspera anche il tempo libero, non trovando più la motivazione in niente. Anche la vita privata e le relazioni sociali sono compromesse, una negatività e un pessimismo che riempiono le giornate di questa giovane donna.
La prima parte del romanzo mi aveva conquistata, poi però mi aspettavo di più, è facile comprendere la protagonista anche se per mia fortuna non sono una middle manager, ma sappiamo bene come funziona. L'autrice attraverso Marisa non riesce però a ricreare quel malessere, quell'ansia, quel burnout che proviamo per il semplice fatto di entrare in quell'ufficio ogni giorno e di non essere comprese, valorizzate, capite.
La domanda spontanea che sorge e che anch' io mi sono chiesta durante la lettura, è stata quella di domandarsi come mai la protagonista non cambiasse lavoro. Ci sono molti fattori da considerare, la realtà è sempre peggiore di quello che leggiamo in un libro o vediamo in una serie tv, perché un po' tutti l'abbiamo vissuta o la viviamo. Ma è sempre più crudele, più drammatica.
Mi aspettavo dall'autrice una svolta, un qualcosa che la portasse a cambiare, mentre non c'è una vera e propria trama; è più una sorta di lungo racconto e di considerazioni sulla sua vita e sul mondo lavorativo di oggi.
La vita di Marisa sembra abita in un appartamento nel centro di Madrid, ha un vicino sexy che all'occorrenza si presta a farle da amante e ha scalato i vertici di un'importante agenzia pubblicitaria. Eppure, negli ultimi tempi le pare di star annegando in un baratro di terrore odia il suo lavoro e trascorre le ore chiusa in ufficio guardando video di gatti su YouTube e assumendo tranquillanti. Fino a quando il suo dubbio successo professionale non rischia di essere scoperto durante il team building dell'azienda. Isolata nelle foreste di Segovia, Marisa si ritrova a condividere un fine settimana con capi psicopatici e a fare i conti con il ricordo di una tragedia che torna a tormentarla. Giorno dopo giorno, la sua maschera sociale, accuratamente lucidata nel corso degli anni, finisce per incrinarsi, spingendola sull'orlo di una spirale distruttiva.

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