[RECENSIONE] La magia del ritorno di Nicholas Sparks

Cari lettori,
oggi parliamo del libro "La magia del ritorno" di Nicholas Sparks, lettura che mi è stata proposta da Qlibri, che ringrazio per l'invio della copia.
Sul loro sito trovate disponibile la recensione già da qualche giorno.(il mio nome utente è ALI77)

Questo è l'ultimo libro uscito dell'autore, sicuramente molto atteso dalle sue fans.




Recensione

Trevor Benson è  il protagonista di questo romanzo, ha 37 anni ed è  un ex medico, la sua vita viene sconvolta quando in Afghanistan, un missile viene lanciato contro l'ospedale in cui lavorava, nel 2011. Questo ha colpito l'ingresso dell'edificio, provocando molte ferite all'uomo, ha perso l'occhio destro, alcune dita e l'orecchio sinistro, oltre a questo ha riportato numerose cicatrici sul petto e una sulla faccia. Inoltre ha avuto anche delle lesioni spinali e delle forti emicranie e tutt'oggi è in terapia per curare il suo disturbo da stress post- traumatico.

Quando il nonno muore, Trevor decide di tornare a New Bern, nel North Carolina, dove da piccolo durante le estati trascorreva il suo tempo con l'uomo; ora gli sono rimasti solamente i ricordi di quel periodo e la casa di legno accanto al fiume dove abitava. 

In quelle estati ha imparato a pescare e a prendersi cura delle api, ma il nonno gli ha anche insegnato cosa significa amare un'altra persona, è stato sicuramente un periodo prezioso per il protagonista.

Trevor è un uomo che ha delle profonde ferite non solo fisiche, è psicologicamente molto provato da quello che gli è successo, ha paura di lasciarsi andare, di ricominciare e di emozionarsi di nuovo.

Trevor incontrerà due donne, una ragazza quindicenne Callie che aiutava suo nonno e Natalie, giovane poliziotta che fa breccia nel cuore dell'uomo, anche se ci viene descritto come un personaggio freddo, misterioso e  complicato.

L'uomo non capisce come mai il nonno si trovasse nel South Carolina quando ebbe il malore che poi gli fu fatale, Trevor vuole capire cosa cercasse lì e anche cosa gli volesse dire prima di morire, poche parole incomprensibili dette negli ultimi momenti della sua vita.

Partiamo dal fatto che Nicholas Sparks scrive romanzi rosa con al centro una storia d'amore, questo libro presenta alcuni difetti che mi portano a non considerarlo tra i suoi migliori romanzi. 

Per prima cosa la storia tra Trevor e Nathalie: tra di loro manca l'intensa, manca la passione, manca l'emozione, il lettore non la percepisce tra le pagine; Sparks la scrive a parole ma a mio avviso non viene trasmessa a chi sta leggendo. Non c'è chimica tra i due, il loro rapporto non funziona, è come se vedessimo due bravi attori che singolarmente sono perfetti ma in coppia non riescono a trovare la giusta sintonia.
Per Trevor proviamo empatia per la sua storia personale, mentre Nathalie rimane un personaggio neutro, anche dopo aver scoperto il suo segreto.

A mio avviso, l'elemento drammatico della storia personale di Trevor è convincente, rende il personaggio più vero, il suo tormento personale, il suo passato, le sue paure, le sue fragilità da sole reggono la storia, che altrimenti avrebbe fatto acqua da tutte le parti.

Il lieto fine nei suoi romanzi è scontato, anzi i lettori di romanzi rosa vogliono trovare quel finale altrimenti non leggerebbero questo genere,  ma la storia d'amore non è coinvolgente come dovrebbe essere.

La storia del nonno e di Callie, fa solo da contorno al resto del romanzo, personalmente non l'ho trovata sviluppata al meglio, l'autore non spiega bene alcuni passaggi e non ho capito come mai abbia voluto intrecciare più storie e poi finire senza darci troppe spiegazioni.

La narrazione scorre velocemente, ma ho trovato lo stile di Sparks un po' pesante, non lo ricordavo tale, ha questo modo di descrivere ogni singola azione e a lungo andare diventa un po' faticoso, alcune volte sarebbe stato meglio tagliere queste parti e dare più ritmo alla storia.

Alcuni esempi per farvi capire.

"Dopo aver finito di cenare, portai dentro il piatto e lo misi nel lavandino. Mi strappai una birra e tornai in veranda a leggere un po'."

E ancora:

"Dato che ero stato io a invitarla, ed essendo della vecchia scuola, insistetti per pagare il conto. A suo merito, va detto che mi lasciò fare e mi ringraziò educatamente."

Per me queste frasi andrebbero tolte, sono particolari che non aggiungono nulla alla storia.

Ho apprezzato molto la descrizione dei luoghi in cui abita Trevor e la casa del nonno, questo ha reso la storia più vivida e reale.

Questo libro porta a riflettere su molte cose, su quanto diamo per scontato tutto quello che abbiamo, su quanto l'amore possa arrivare quando meno ce lo aspettiamo e quanto le difficoltà ci possano rendere più forti.

"Non avevo problemi a dormire e cominciavo a tornare quello di un tempo. Era come se, cercando di salvare [...], avessi finito in qualche modo per salvare anche me stesso."
Questa storia richiama in un certo qual modo le altre scritte da Sparks, ci sono degli elementi che ricorrono sempre,  in primis il ruolo centrale della storia d'amore, le difficoltà nel coronamento dello stesso, il passato difficile dei protagonisti, qualche segreto da scoprire;  insomma per chi è un amante dei suoi romanzi questo libro è ciò che ci si aspetta dall'autore.

Però, a differenza dei precedenti, ha una trama un po' piatta, la storia non decolla come dovrebbe e l'anello più debole è proprio la parte "rosa" della narrazione, che in alcuni punti ho trovato forzata e priva di una reale emozione.

Il lettore si aspetta che la storia prende una determinata direzione e l'autore segue sempre lo stesso schema e chi è un suo fedele reader, probabilmente sa già che troverà una conclusione della storia uguale a come se l'era immaginata.
" Il cuore va dove vuole."


Apprezzo sempre quando l'autore di un romanzo crea un protagonista imperfetto e fragile, che ha un vissuto particolare che lo porti a trovare nuove consapevolezze nella propria vita, che migliori e capisca cosa e dove sbaglia. In questo caso Trevor lo fa, questo libro è interessante da questo punto di vista, questo forte sentimento che prova per Natalie lo spinge a cambiare, sicuramente ne esce un personaggio complesso, che però proprio per la costruzione di questo tipo di storia d'amore perde un po' la sua forza.


"Era una giornata qualunque, ma non c'era niente di normale, per me; mi pungevano gli occhi per le lacrime, e avrei voluto soltanto che questo momento non finisse mai." 


In generale credo che per Sparks non sia una novità raccontare dei personaggi con storie personali tragiche e vite da ricostruire, ma qui forse ha perso proprio la magia che troviamo nel titolo. Piccolo appunto, la parola magia è stata aggiunta dalla casa editrice, visto che il titolo scelto dall'autore era semplicemente "The return".

Sicuramente per i fan di Sparks questo romanzo sarà una conferma, ma onestamente la storia non regala molto emozioni.
Le cose positive sono il protagonista e il messaggio che l'autore vuole dare ai lettori, che è quello di non arrendersi mai e di ricominciare.

Spero che però anche i suoi fans siano obbiettivi nel riconoscere i difetti di questa storia.

Trovo impensabile dare un giudizio alto a questo libro, guardo indietro ad altri suoi romanzi e questo lo trovo nettamente inferiore;  alcune volte meglio un'onesta verità che nasconderci dietro la fama dell'autore.

Sparks è sicuramente un ottimo scrittore nel suo genere ma non tutte le ciambelle escono con il buco, come in questo caso.

Se vi aspettate una storia d'amore appassionante non la troverete, se invece volete leggere un romanzo leggero, ma che fa anche riflettere in alcuni punti;  allora potrebbe fare al caso vostro questa lettura.

A mio gusto personale, a questa storia manca qualcosa e quindi non consiglierei la lettura se non siete amanti dell'autore.


Nessun commento