[RECENSIONE] LA SUA VERITA' DI ALICE FEENEY

Cari lettori,

era da un po' di tempo che non leggevo un thriller, complice un periodo in cui ne trovavo uno peggio dell'altro.

Questo nuovo libro di Alice Feeney, mi ha da subito incuriosita ma per scelta, ho deciso di prenderlo in ebook per evitare l'accumulo di libri "spazzatura" e di eventuali delusioni letterarie.

Avevo già sentito parlare molto bene di questa autrice ma non avevo ancora letto nulla, ho trovato la sua scrittura molto scorrevole e devo dire che questo è un thriller e finalmente un libro degno di questo nome.

Però ci sono state delle cose che non mi sono piaciute e ora ve le spiego meglio nel post.



Recensione


Le voci narranti del romanzo sono due e sono quelle dei  protagonisti: Anna e Jack, "His and Hers" come indicato nel titolo originale sono le due versioni della  stessa storia, la verità cambia in base alla persona che la racconta.

"A volte mi sento come il narratore inaffidabile della mia vita. A volte mi sembra che lo siamo tutti."

Anna Andrews è una giornalista del "One O'Clock News", che ama molto il suo lavoro e dopo anni da inviata ha la sua grande occasione di diventare conduttrice, quando sostituisce la collega titolare del ruolo perché va in maternità; gli anni passano perché dopo il primo figlio ne ha subito un altro. Anna continua senza problemi il suo lavoro e si sente orgogliosa di quello che è diventata. 

Ma un giorno tutto finisce quando la collega Cat si riprende il suo posto e Anna si deve "accontentare" di fare l'inviata e per un servizio torna  nel paese dove è cresciuta, Blackdown.  Nel bosco della cittadina è stato ritrovato il cadavere di una donna, le hanno tagliato le unghie fino alla carne ed è morta dissanguata e stretto alla lingua aveva un braccialetto dell'amicizia. 

Anna conosceva la donna che è stata uccisa e questo la potrebbe mettere in una brutta situazione.

La protagonista ha un vizio, quello dell'alcool, che la aiuta ad andare avanti dopo la separazione dal marito e la scomparsa della figlia. 

"A volte i ricordi cambiano cornice, per mostrarci quadri più gradevoli del nostro passato, qualcosa di meno atroce cui ripensare. Altre volte invece abbiamo bisogno di ridipingerli del tutto, per fingere di non ricordare cosa c'è sotto." 

Jack Harper è l'ispettore capo della divisione Reati Gravi è tornato a Blackdown dopo anni di lavoro a Londra e pensa che avrà a che fare solo con furti e piccoli crimini,  invece deve affrontare una situazione che non avrebbe mai pensato di vivere: la notte precedente al ritrovamento del cadavere lui aveva incontrato la vittima. 

Sono due personaggi a cui non mi sono affezionata ma che ho trovato verosimili e delineati in maniera credibile, descritti con le loro fragilità e i loro punti di forza, durante la narrazione conosciamo anche il loro passato e come sono cambiati negli anni.

"A volte ho l'impressione che l'unico modo per alleviare il dolore più atroce sia ferirmi in altre maniere."

Tra di loro c'è un legame che evito di dire per non fare spoiler, ma che si intuisce fin dal principio.

La storia è narrata in maniera convincente e molto scorrevole, ci sono altre vittime oltre alla prima donna e mano a mano andremo a scoprire i legami che c'erano tra di loro, ho fatto molte ipotesi sul colpevole che però non erano corrette. 

Indubbiamente questa autrice sa scrivere molto bene e creare la giusta dose di suspense e mistero, alcuni colpi di scena però erano molto prevedibili. 

"La verità non interessa più a nessuno: non porta like, non attira follower. Posso capirlo, ma una vita fatta solo di apparenze può essere molto pericolosa."

Il finale mi ha però lasciata molto perplessa non è assolutamente credibile, è contorto ed esagerato  e difficile da intuire perché secondo me è proprio campato in aria, un effetto sorpresa che ci potrebbe stare ma non per questo thriller.

L'autrice non ha posto delle basi per arrivare a un finale del genere e la valutazione finale è scesa purtroppo perché  un po' ha annullato il buono che avevo letto in precedenza. Io sono sempre dell'opinione che tutto deve avere un filo logico,  soprattutto nei thriller e che il lettore alla fine della storia dovrebbe collegare tutti i pezzi. 

Forse l'autrice ha voluto un po' esagerare nel finale, ottima la prima parte, buona quella centrale e deludente la conclusione.

 Non mi sento di consigliarlo.


***


Trama

Il cadavere di una donna ritrovato in un bosco, con molteplici ferite d'arma da taglio e un braccialetto dell'amicizia legato attorno alla lingua. È la classica notizia di cronaca nera destinata a monopolizzare l’attenzione del pubblico, e l’esperta giornalista Anna Andrews dovrebbe essere entusiasta di seguire quel caso. Invece preferirebbe essere ovunque, piuttosto che lì. Perché il delitto è avvenuto nella cittadina in cui è nata e cresciuta e da cui è scappata a sedici anni senza guardarsi più indietro. E adesso, in quel bosco, c'è la ragione per cui ha dovuto abbandonare tutto, la causa di tutte le sue sofferenze, un ricordo del suo passato che avrebbe preferito tenere sepolto. Se i pensieri potessero uccidere, dovrebbero arrestarla subito…

Quando arriva sul luogo del delitto, il detective Jack Harper è convinto di sapere già cosa si troverà davanti. Invece gli basta lanciare un'occhiata alla vittima per rendersi conto che questo omicidio è diverso da qualsiasi altro su cui gli sia mai capitato d’indagare. Perché lui, quella donna, la conosceva bene. Da qualche mese, infatti, loro due avevano una relazione, ed erano stati insieme proprio quella notte. Jack è probabilmente l'ultima persona ad averla vista viva. Se i suoi colleghi lo scoprissero, lui diventerebbe l'indiziato numero uno…

Ogni storia ha almeno due versioni. La versione di lui e la versione di lei. La versione di Anna e la versione di Jack. Entrambi determinati a proteggere a ogni costo i loro segreti…

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