Sottobosco di Sara Strömberg

 Cari lettori,

oggi parliamo di un thriller d'esordio, l'autrice ha una buona prosa anche se è ancora acerba nel genere, speriamo che migliori nei prossimi libri della serie.




Recensione


Sottobosco è il primo libro di una serie con protagonista Vera Bergström, ex giornalista e ora insegnante che sta affrontando un momento difficile sia a livello personale che professionale.

La vera protagonista di questa storia è l'ambientazione, così suggestiva, così avvolgente, che riesce a interagisce perfettamente con la storia narrata e ne diventa parte integrante.

Mi ha colpito molto lo stile fluido e scorrevole dell'autrice nel descrivere le foreste svedesi e i piccoli paesi rurali, siamo a Åre nella parte nord occidentale del paese; è una delle località sciistiche più famose e grandi della Svezia. 

Se parliamo della parte thriller inizia la nota dolente, perché questo libro non ha colpi di scena, ha poco ritmo e suspense, a volte ripetitivo e non riesce mai a catturare veramente il lettore.

E' piacevole da leggere come testo ma non è un thriller, se volete definirlo così allora la parte crime è veramente scarsa e la storia dovrebbe essere più avvincente mentre tutto si risolve in maniera banale.

E' un romanzo d'esordio per cui possiamo concedere il beneficio del dubbio all'autrice e leggere i successivi libri per capire se effettivamente sia solo un inizio di una serie tiepido e introduttivo.

Ho apprezzato maggiormente la parte iniziale mentre da metà libro in poi la storia diventa ripetitiva e noiosa. Quando si leggono autori di culture differenti bisogna sempre capire come vivono, le loro abitudini, il luogo da cui provengono per cui il testo non è sempre di immediata comprensione. 

Leggendo molto autori scandinavi riesco ad apprezzare di più testo di questo tipo, se invece non ne avete mai letti, partite da altri romanzi e non da questo, così riuscirete ad entrare meglio nel loro mondo narrativo.

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Trama


Vera Bergström è un’ex giornalista cinquantenne in piena crisi di mezza età. Dopo trent’anni di lavoro al «Jämtlandsposten» e una lunga convivenza con il compagno Levan, si ritrova di punto in bianco senza più certezze, licenziata dal giornale in seguito alla crisi della carta stampata e lasciata dal partner per una ragazza più giovane. Costretta a reinventarsi una vita, torna nella sua regione natia nel Nordovest della Svezia cercando faticosamente di riconquistare un equilibrio. Il ritrovamento del cadavere di una donna brutalmente assassinata in una radura nelle foreste circostanti la riporta sul terreno che quello del giornalismo d’inchiesta. Contattata dal suo ex caporedattore, viene incaricata di seguire il caso per conto della sua vecchia testata. Ben presto Vera si accorge che le dinamiche del delitto non sono chiare come vorrebbe la polizia. Intraprende così un’indagine parallela alla ricerca della vera identità della vittima e del possibile movente dell’ scoprirà quanto sconfinati e oscuri possono diventare i luoghi che pensiamo di conoscere da sempre.


Con una scrittura fluida e coinvolgente, Sara Strömberg riesce a creare un perfetto equilibrio tra realismo, crudezza, lirismo e ironia. Sottobosco è un grande affresco della Svezia contemporanea nel solco della migliore tradizione del noir scandinavo, e Vera Bergström, sfolgorante eroina hard-boiled, è una protagonista indimenticabile che, con il suo cinismo e il suo disincanto, riempie tutta la scena.


«Qui avevo giocato ed ero cresciuta. In mezzo all’odore di palude e muschio. Il mio corpo se ne ricordava. Portava i segni del sottobosco e della sterpaglia. Agognava sempre il calore, ma quando restavo al caldo troppo a lungo voleva tornare a casa per poter davvero respirare. Qui si era molto distanti dalle sparatorie della grande città, dalle esplosioni e dalla criminalità delle gang. In questi territori si svolgevano lotte di tutt’altro genere».

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