[RECENSIONE] Cranford - Il paese delle nobili signore di Elizabeth Gaskell

Cari lettori,
eccoci qui con una nuova recensione, era da tempo che volevo leggere questo libro, che da tutti è riconosciuto come l'opera più importante di Elizabeth Gaskell. Complice un viaggio in treno e la tranquillità di un vagone semi vuoto, questo romanzo mi ha accompagnato durante queste ore di serenità e di pace assoluta.


Recensione:



Elizabeth Gaskell, è una delle scrittrici inglesi di epoca vittoriana più amate e conosciute, anche se qui da noi in Italia,  è stata riscoperta solamente qualche anno fa.
Mi sorprendo sempre del fatto, di riuscire ad emozionarmi con le sue storie, lei attraverso i suoi libri, racconta la vita delle persone della sua epoca, uscendo dagli standard e diventando una scrittrice moderna e all'avanguardia. Nonostante siano passati duecento anni dalla pubblicazione delle sue opere, ogni volta che leggo un suo romanzo mi meraviglio di quanto sia attuale.
La voce narrante della storia è la signorina Mary Smith che racconta le vicende che le accadono in prima persona, rendendoci partecipi di quello che succede nella cittadina di Cranford.
Questo paese inglese racchiude dentro di sé mille storie ma come sappiamo bene, ogni evento piccolo o grande che sia, viene amplificato e cambia in base alla persona che riferisce la notizia.
All’epoca non c’erano i social di oggi e quello che succedeva si sapeva attraverso il passaparola e a Cranford le persone che avevano il potere assoluto erano le donne.
In questa cittadina vengono affrontati temi diversi che spaziano da quelli di cuore, alle difficoltà economiche e alle differenze di classi sociali.
Ma la vera forza è questo gruppo di amiche, appunto le nobili signori del titolo, che si aiutano tra di loro mantenendo sempre alta la loro dignità e la loro integrità morale,  non scendendo a nessun compromesso.
Lo stile della Gaskell è inconfondibile, attira e attrae il lettore, che viene coinvolto negli eventi che succedono a Cranford.
E mano a mano che le pagine scorrono, ci si appassiona alle storie e ai personaggi e ci rendiamo conto anche di come la Gaskell sia riuscita a lasciarci una visione del suo tempo quanto mai vivida e reale.
Nonostante gli anni che sono trascorsi, oggi il mondo non è poi così cambiato, siamo ancora pieni di pregiudizi nei confronti dell’altro, del diverso, di quello che non conosciamo e ci fa paura.
Solo che oggi la vita con internet e i social è peggiorata di molto.
Cranford, non è solo un romanzo, ma la visione che l’autrice ci dà del mondo inglese e della società dell’ottocento attraverso il racconto della vita quotidiana degli abitanti di questa località.
Dentro questa storia si racchiudono molteplici sentimenti: la dolcezza per gli altri, l’amore, l’amicizia, la compassione, il rimpianto, la consapevolezza. In una parola: la vita.
Io ve lo consiglio.

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Trama:

La vita scorre tranquilla a Cranford, un piccolo villaggio nel cuore della campagna inglese su cui regna incontrastato un eterogeneo gruppo di amiche più o meno nobili, più o meno sposate. Inflessibili nel rispetto del decoro ma sempre pronte ad aiutarsi l'una con l'altra, tra un tè e una partita a carte le signore di Cranford affrontano i problemi di cuore, la solitudine, le avversità quotidiane, le differenze di classe e di genere che animano le loro vite e quelle degli abitanti del luogo. Ritratto con stile lieve e sottilmente ironico, ne viene fuori un mondo al femminile in cui, spesso, gli uomini rivestono il ruolo di semplici figure sullo sfondo, un universo reso caro e familiare ai lettori da Jane Austen, di cui la Gaskell raccolse, rielaborandola con stile personalissimo, l'eredità letteraria. Pubblicato originariamente a episodi sulla rivista "Household Words" tra il 1851 e il 1853, il romanzo attinge ai ricordi d'infanzia dell'autrice, che divenne ben presto una figura di riferimento per molti scrittori dell'epoca. Amica di Charlotte Brontë, Charles Dickens, John Ruskin e Harriet Beecher Stowe, Elizabeth Gaskell con le sue opere fu profonda conoscitrice e testimone dello spirito del suo tempo

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