[RECENSIONE] La figlia francese di Barbara e Stephanie Keating

Cari amici del blog,
torno oggi con una nuova recensione, questo libro mi ha emozionato molto ed è stata una vera scoperta.
Ecco a voi cosa ne penso.





Recensione:

La figlia francese è un romanzo che ha dentro di sé molteplici sfumature: troviamo valori come l’amore, l’amicizia, la lealtà che si intrecciano sia ai giorni nostri che durante la seconda guerra mondiale.
Segreti mai confessati che possono sconvolgere la vita di molte persone e far trapelare un  passato che doveva essere dimenticato.

Eleanor Kirwan scopre dal testamento del padre, Richard, l’esistenza di una sorella che non sapeva di avere, Solange de Valnay, una ragazza francese di ventiquattro anni.
Nonostante la notizia sia devastante sia per lei che la madre come per i fratelli, decide di scrivere una lettera e rivelare la verità anche alla sua parente acquisita.
Solange de Valnay è sconvolta e non vuole sapere nulla del suo vero padre, avrebbe preferito non conoscere mai questo segreto e ora vuole solo guardare al futuro e alla sua nuova vita, infatti tra poco la donna si sposerà.

Eleanor e Solange sono due donne molto diverse, ma legate a doppio filo dal loro passato, se la prima vorrebbe conoscere la sorella e capire cosa sia successo veramente al padre, la seconda vuole dimenticare tutto e andare avanti.

La storia è ambientata nel  1970 tra Dublino e Saint- Joseph de Caune, ma la narrazione torna anche indietro, durante la seconda guerra mondiale,  per spiegare meglio come sono andate veramente le cose tra Richard, la moglie e la madre di Solange.
La storia è interessante e molto coinvolgente, adoro sempre leggere dei libri dove ci sono ancora delle lettere, una corrispondenza lenta e così affascinante e non come quella di oggi, dove le mail e i messaggi hanno fatto perdere alla nostra generazione il senso e la bellezza dell’attesa di ricevere delle notizie da una persona cara.

La storia è verosimile e ben scritta, appassiona il lettore e ho trovato interessante l’intreccio e anche la ricostruzione storica nella parte relativa alla seconda guerra mondiale.
Eleanor e Solange, nel corso del romanzo intraprendono un vero e proprio viaggio dentro se stesse e si ritrovano lungo il racconto ad essere fragili, ma anche forti e scoprono anche alcuni lati del loro carattere che non sapevano di avere.

Con loro si uniscono anche le storie del fratello gemello di Eleanor, James e di Elizabeth la sorella minore della ragazza irlandese.
La madre di Eleanor, Helena, sta attraversando un periodo bruttissimo e molto complicato della sua vita,  ha perso l’uomo che ama e si trova in difficoltà ad affrontare questa nuova verità e la figlia francese del marito.
Le storie famigliari dei Kirwan e dei De Valnay si fondono e inevitabilmente rimarranno legate per sempre, una realtà che è diversa da quella che immaginiamo e che purtroppo la guerra ha stravolto, l’orrore di quei anni ha portato conseguenze su tutti i protagonisti della storia e sui loro parenti.

Lo stile è molto scorrevole e semplice, la storia si legge volentieri e ho apprezzato molto tutti i personaggi, non ci sono persone buone o cattive ma ognuno vive o ha vissuto quello che gli è successo in maniera del tutto personale e autentica.
Eleanor è una ragazza forte ma che si scopre anche piena di insicurezze che solo lei può affrontare e superare per riuscire ad essere felice. Solange, invece, deve ancora scoprirsi e deve lasciarsi andare alle emozioni e non deve colpevolizzare gli altri per il fatto che le è stata nascosta la verità, ma è  anche una ragazza di buon cuore e dolce e non vuole far soffrire le persone che ama. Ma deve anche fidarsi degli altri e trovare una spalla sulla quale appoggiarsi  e trovare conforto.

Una storia molto profonda e molto toccante che mi ha emozionato in alcuni punti, in quanto il racconto durante la seconda guerra mondiale è molto profondo e verosimile.
Un libro che consiglio perché il lettore non può rimanere indifferente davanti a questo romanzo che riserva moltissime emozioni.


***
Trama:

"E alla mia figlia francese, Solange de Valnay, io lascio il resto del mio patrimonio." Queste poche parole, in calce al testamento di Richard Kirwan, stimato e rispettato accademico irlandese, sconvolgono la vita della moglie Helena e dei figli già addolorati per la sua scomparsa. La scoperta dell'identità del vero padre stravolge anche il mondo perfetto della ventiquattrenne Solange, a cui Eleanor, la maggiore delle figlie di Richard, ha spedito una lettera nel tentativo di capire, di sapere. Solange vuole bene all'uomo che ha sempre chiamato papà, sua madre è morta e non ha intenzione di scavare nella sua vita. Ma la verità è più forte di qualsiasi resistenza.

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