[RECENSIONE] Un bel quartiere di Therese Anne Fowler

 Cari lettori, 

oggi parliamo di un romanzo che avevo da parecchio tempo nella mia libreria, lo avevo già iniziato una volta, abbandonandolo dopo poche pagine,  ma pochi giorni fa l'ho ripreso in mano decisa a finirlo.

Non è stata una lettura veloce, in alcuni momenti è stata anche impegnativa sono però contenta di essere riuscita a leggerlo.

Trovate cosa ne penso nel post di seguito.




Recensione

Questo romanzo racconta la vita di un "bel quartiere" come ci suggerisce il titolo, Oak Knoll, uno dei più ambiti, ma non era così fino a poco tempo prima, quando infatti non era una zona prestigiosa della città e le persone benestanti compravano casa nel quartiere vicino:  Hillside. 

Siamo nella Carolina del Sud, l'autrice ci tiene subito a descriverci le case  e i giardini che formano questo quartiere ma si sofferma a parlarci di due famiglie molto diverse tra di loro: quella degli Alston- Holt e quella dei Whitman.

La vicenda viene narrata da un narratore onnisciente, che si rivolge al lettore con il noi come se stessero parlando gli abitanti del quartiere e  ci fa sapere, già nelle prime righe  del testo, che è successo qualcosa, che ci sarà un funerale e un colpevole. Ma non prende posizione in favore di una o dell'altra parte.

Prima di scoprire cosa sia accaduto, la narrazione si concentra sugli abitanti del quartiere, come passano le loro giornate a Oak Knoll, il contesto sociale in cui vivevano e soprattutto chi fossero gli Alston Holt e i loro nuovi vicini i Whitman.

Valerie Alston- Holt è una professoressa di silvicoltura e vive con il figlio Xavier che dopo il diploma frequenterà il Conservatore di musica. Sono di colore e la donna è vedova, in realtà questa è una famiglia mista perché Tom suo marito era bianco. La donna ama molto questo quartiere per la vegetazione e in particolare la grande quercia del suo giardino, quando questa verrà danneggiata dal suo nuovo vicino non ci penserà due volte a fagli causa.

I Whitman sono bianchi, ricchi e benestanti, Brad è il capo famiglia e ha un'impresa molto famosa "i climatizzatori Whitman" conosciuti anche online e in televisione, sua moglie si chiama Julia e hanno due figlie: Juniper e Lily. Juniper, non ha mai conosciuto il suo vero padre, la madre ha sposato Brad quando lei aveva una decina di anni. Julia ha avuto sua figlia molto giovane a diciassette anni, la stessa età che ha ora Juniper.


Diremo invece che non è possibile conoscere qualcuno soltanto in base a come appare. Diremo che molti di noi nascondono ciò che li turba e li confonde, e mostrano invece i lati che sperano incontrino l’approvazione altrui, le parti che sperano agli altri piaceranno. Juniper aveva un segreto e non sapeva se vergognarsene, arrabbiarsi o che.


E' facile intuire dove voglia andare a parare l'autrice, come voglia mettere in evidenza i problemi sociali e razziali che ci sono oggi in America, lo dice chiaramente in un passaggio del libro quando parla del fatto che un uomo di colore per quanto bravo, talentuoso e onesto sia, un giorno possa trovarsi davanti alla porta la polizia,  che lo accusa di qualcosa che ha fatto anche se è innocente. 

Succede davvero così? Questa è la realtà in cui viviamo? Credo di sì, però in questo testo l'autrice utilizza molti stereotipi ed enfatizza un po' troppo le differenze razziali. 

Valerie e Xavier sembrano perfetti, bravi, talentuosi, privi di alcun difetto mentre i Whitman sono l'opposto, Brad è pieno di sé e consapevole del suo successo, Julia ha un passato difficile e doloroso alle spalle e Juniper fa la cosa sbagliata nel momento peggiore della sua vita.


Alcuni di noi ricordano ancora di averli visti quel giorno, Valerie molto incinta, con la pelle scurissima, in forte contrasto con il marito, alto e biondo. Non possiamo fingere di non aver fatto caso alla differenza. Certo che la notammo. Quasi tutti pensammo che conferiva loro un fascino esotico, un certo status di celebrità in un quartiere che aveva cominciato a considerarsi progressista, ma che non stava ancora facendo granché per dimostrarlo. Il massimo che si potesse dire era che alcuni abitanti erano bianchi e altri no, che alcuni prendevano il salario minimo e altri erano giovani professionisti in settori in cui giravano pochi soldi, e che avevamo rapporti improntati alla gentilezza e al rispetto. In fondo, cos’altro potevamo fare?


Il romanzo parte molto bene, è intrigante ci sono delle ottime premesse perché sia una storia appassionante ma qualcosa non ha funzionato, la narrazione ha due ritmi diversi: molto lento e descrittivo per più di metà del libro mentre nella parte finale la vicenda prende una piega molto diversa.

Capisco che l'autrice volesse spiegarci il contesto sociale, come vivevano le famiglie del quartiere e tutto il contorno che c'è ma non è successo nulla per più di duecento pagine, era ben chiaro fin dall'inizio cosa fosse accaduto ma perché non dircelo prima? Mi sembra che leggendo questo libro mi mancasse qualche tassello, mi fossi io dimenticata qualcosa ma non è stato così.  Raccontarci la quotidianità degli abitanti del quartiere è stato estremamente noioso, è giusto che ci sia un minimo di spiegazione ma deve accadere qualcosa altrimenti rimane tutto piatto. 

E' un libro che mi ha ricordato altri testi, in particolare "Tanti piccoli fuochi" (recensione qui) che però aveva una marcia in più,  se lo avete letto capirete che la storia verte sul medesimo argomento, purtroppo l'autrice sebbene scriva molto bene, in maniera semplice e chiara doveva introdurre prima il fatto che ha portato il quartiere a sgretolarsi e a non essere più quello di prima.


Invece Xavier... be’, secondo Juniper era dotato di fascino. E su di lei aveva un certo effetto. Non lo faceva apposta, ma non riusciva a evitarlo. Impossibile. In realtà non voleva evitarlo, e quando se ne rese conto ne restò colpita.


La parte finale mi ha da un lato sorpreso per il cambio di ritmo ma dall'altro mi ha delusa, l'ho trovata troppo forzata e con una conclusione volutamente "ad effetto" e drammatica per lasciarci un messaggio chiaro piuttosto che costruire un finale della storia decente.

Sebbene questa ultima parte personalmente mi sia piaciuto e ho trovato che fosse molto più dinamica rispetto a tutto quello che avevo letto in precedenza, non credo che possa salvare il resto del libro e avrei preferito un testo più corto ma almeno avrei letto qualcosa di più interessante. 

Credo che questo romanzo sia stato scritto da un'autrice bianca per un preciso motivo: denunciare quello che succede nella società americana di oggi, l'ingiustificato odio razziale, le ingiustizie sociali, la prevaricazione di alcune persone verso altre categorie professionali. Il messaggio del libro si intuisce ed è giusto parlare di questi argomenti, avere il coraggio di affrontarli e su questo non posso che essere d'accordo con l'autrice più se ne parla meglio è.

Però siamo di fronte a un opera di narrativa e non posso non dire che di questo libro presenta più di un difetto, sia nella costruzione dei personaggi che nello sviluppo della trama. Ritardare così tanto i colpi di scena costringe il lettore a "fare una prova di resistenza" e cercare di andare avanti sperando che succeda qualcosa. E' tutto troppo lento, anche la lettura risulta scorrevole ma non veloce, il mio consiglio se vi piacciono i tema trattati è di avere molto pazienza e di superare le prime duecento-duecento cinquanta pagine e di arrivare alla parte finale.

Per gli amanti del dramma e non solo, la storia d'amore c'è anche in questo libro è facilmente intuibile dalle prime pagine, poi c'è anche molto di più perché sia Julia che Valerie hanno un passato complicato alle spalle, Brad è un personaggio meschino e negativo dall'inizio alla fine del testo e  c'è una lunga riflessione sui pregiudizi razziali e sociali per tutta la narrazione.

Non mi sento di consigliarlo perché ci sono dei libri che affrontano questo argomento in maniera migliore, ci sono migliaia di romanzi nel mondo della narrativa contemporanea,  è giusto fare delle scelte ed essere sempre e comunque obbiettivi. 

Per quanto riguarda un mio giudizio personale sul testo, amo sempre affrontare temi e letture diverse tra loro e nonostante tutto questo libro mi ha confermato quanto i pregiudizi ci sono da sempre e ci saranno anche in futuro nonostante la nostra società migliori, si evolva e diventi più tollerante. Nonostante la costruzione narrativa del testo, è un romanzo che lascia dei spunti di forte riflessione e apre sicuramente a molte discussioni sull'argomento trattato.


*nota necessaria: questo cartaceo è stato stampato con un carattere troppo piccolo che a lungo andare mi ha reso difficile la lettura, non è un'edizione economica quindi per favore (mi rivolgo alla casa editrice) maggiore attenzione anche a questo aspetto.*


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Trama

Ampie strade, case di mattoni in stile ranch e giardini rigogliosi… Oak Knoll è un quartiere molto ambito nel bel mezzo di un’amabile città della Carolina del Nord. A Oak Knoll vivono Valerie Alston-Holt, professoressa di silvicoltura, e il suo talentuoso figlio Xavier, che in autunno partirà per il San Francisco Conservatory of Music. Esperta botanica, Valerie ama, del suo quartiere, soprattutto la maestosa vegetazione: cornioli bianchi e rosa, castagni, peri, viburni, camelie, ciliegi, cachi, cespugli di biancospino e agrifoglio. E, soprattutto, la grande quercia che svetta nel suo giardino. Qualche mese prima, però, è accaduto l’irreparabile: un’impresa di costruzioni ha abbattuto tutti gli alberi che ombreggiavano la casa accanto alla loro, demolita senza tante storie e portata via come i resti di una tempesta o di un terremoto. Ora al suo posto c’è un edificio grande e luminoso, con il suo spoglio ma costoso giardino, un’enorme piscina e, soprattutto, i nuovi vicini.

I Whitman sono l’esatto opposto degli Alston-Holt: bianchi, benestanti, popolari. Brad Whitman, della Climatizzatori Whitman, è un giuggiolone pieno di soldi; sua moglie, Julia, coda di cavallo alta e un aderentissimo top da fitness, sembra uscita dalle pagine di un catalogo sportivo. E poi ci sono le figlie: la piccola, spumeggiante Lily, e Juniper, con i suoi segreti ben celati di adolescente.

Con poco in comune, a parte un confine di proprietà, le due famiglie sono inevitabilmente destinate a scontrarsi, soprattutto quando Brad Whitman, incurante di ogni regola di buon vicinato, lascia che i lavori di ristrutturazione della casa intacchino le radici della quercia tanto amata da Valerie. Tra gli Aston-Holt e i Whitman scoppia, feroce, la guerra. Una guerra che cela in sè il seme dell’odio razzista e che rischia di sfociare nel più drammatico degli esiti. Una guerra che non si arresta nemmeno quando tra Xavier e Juniper sboccia l’amore.

Spietato ritratto dell’America di oggi, dei conflitti razziali e sociali che la attraversano, Un bel quartiere ha ottenuto, al suo apparire negli Stati Uniti, un grande successo di pubblico e di critica. 

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