[RECENSIONE] Uova di Hitonari Tsuji

Cari lettori,  

oggi parliamo del libro "Uova" di Hitonari Tsuji pubblicato da Rizzoli.






Recensione

Il romanzo si svolge principalmente in un izakaya, un tipico locale giapponese in cui si servono bevande accompagnate dal cibo. 

E' proprio il cibo il protagonista di questa storia, ma allo stesso tempo è il pretesto per parlare di argomenti molto importanti come il bullismo, la violenza domestica e  la ricerca della realizzazione personale e professionale.

La narrazione è molto semplice, è un testo che si legge velocemente e ogni capitolo ha la descrizione di un piatto dove l'ingrediente principale sono le uova.


"Era un uomo terribilmente impacciato e ci mise ben dodici anni per rivelare il suo cuore innamorato.

 Tutto era iniziato quattordici anni prima nell'izakaya.

Yururi, di cui Satoji era cliente abituale. Lui se ne stava seduto in fondo, di lato, in uno dei quattordici coperti del bancone a forma di ferro di cavallo del locale nel quartiere di Nishi-Azabu e osservava di sottecchi il viso radioso della donna che gli sedeva di fronte. Che sorriso meraviglioso, aveva pensato, e quello era stato il principio di ogni cosa."


Ho iniziato a leggere questo libro senza alcuna aspettativa, ne avevo sentito parlare bene e nonostante non mangi le uova, proprio per questo mi ha incuriosita un titolo così semplice e con questo alimento.

L'autore ha il pregio di essere riuscito a fare venire l'acquolina in bocca a me e penso anche agli altri lettori attraverso la narrazione, che ho trovato molto efficace in questo;  senza vedere i piatti, ogni volta che leggevo le varie ricette che Satoji cucinava mi veniva fame. 

Ho trovato che seppur sia un libro leggero non sia stata una lettura banale, ho apprezzato molto la caratterizzazione dei personaggi che sono stati ben delineati, ci sono state delle parti  però, che ho trovato superflue e noiose.

La cucina, come i libri, è in grado di unire le persone e di farle conoscere, ogni ricetta accompagna gli eventi che si susseguono nel libro, la storia è molto delicata e positiva per la letteratura giapponese forse anche troppo visto che gli autori di questo paese tendono ad essere più cupi e malinconici.

Forse in alcuni momenti la storia era troppo "zuccherosa" passatemi il termine e quindi trovo che la lettura fosse stata ugualmente buona, anche se ci sarebbero state una cinquantina di pagine in meno.

Un libro leggero ma non banale se vi piacciono gli autori giapponesi e per passare qualche ora in spensieratezza. 


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Trama

Attorno al bancone di un izakaya le vite delle persone si sfiorano, si incrociano per il tempo di una birra per poi uscire dalla porta e tornare ognuna sulla sua strada. Sera dopo sera i volti si ritrovano e si salutano con un cenno del capo, familiari e sconosciuti allo stesso tempo. Il locale Yururi a Tokyo non fa eccezione e diventa spettatore paziente di Satoji e Mayo che partiti da mondi distanti - lui un impacciato e introverso ex chef, lei una madre single con un passato burrascoso - si scoprono con il tempo alleati e complici. Sarà la passione per le uova di Oeuf, la figlia dodicenne di Mayo, che permetterà a Satoji di entrare in punta di piedi nella vita di entrambe, lasciando parlare al posto suo piatti buonissimi cucinati con cura, amore e sincerità. Perché quando si mangia qualcosa di buono, l'animo si acquieta. Quando si ha la pancia piena, si è felici. Gli esseri umani sono fatti così. Uova è popolato da un'umanità vivace e colorata, è una storia d'amore ma è anche e soprattutto una storia di vita che trova nella cucina e nella preparazione di piatti e ricette un veicolo unico e poetico per esprimere emozioni e sentimenti e scoprire, ognuno a modo suo, la strada per la felicità.

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