Cari lettori,
buon 2026!
Oggi parliamo della prima recensione dell'anno, un libro che mi è stato regalato, per cui iniziamo subito con il post dedicato a Il cammino di Anya Niewierra.
Recensione
E' stata una lettura davvero intensa e coinvolgente, Lotte ha due figli e ha perso da un anno il marito, Emil, che si è suicidato durante il cammino di Santiago, che aveva deciso di intraprendere dopo aver sconfitto una brutta malattia.
Lotte non si capacita di questo gesto, non capisce cosa possa essere successo, come mai abbia preso questa decisione, sembrava andare tutto bene, Emil era felice di essere guarito; qualcosa non torna.
Lotte pertanto, decide di intraprendere il cammino, ripercorrendo lo stesso percorso del marito, seguendo gli stessi orari, visitando gli stessi posti e alloggiando negli stessi hotel, per riuscire a elaborare questo doloroso capitolo della sua vita.
Da una parte il libro è interessante e coinvolgente, la lettura è stimolante, piena di mistero, Emil non è la persona che diceva di essere, ha un nome falso e la chiave di tutto è la terribile guerra in Bosnia ed Erzegovina degli anni novanta.
Un conflitto sanguinoso e incomprensibile della recente nostra storia, per cui la narrazione è carica di tensione e di sofferenza, di scene crude, davvero difficile essere indifferenti a questo dolore.
Dall'altro lato Lotte non mi ha convinto come personaggio, questo suo lato leggero e romantico che la accompagna nel viaggio e nella vita, l'ho trovato piuttosto inverosimile e alquanto fuori contesto.
La storia è così carica di intensità e di dolore e mi aspettavo che l'autrice puntasse di più su un personaggio costruito in maniera realistica e non artificiosa. E' una protagonista che ho trovato a volte saccente, a volte sciocca, anche continuare a parlare della sua professione, del cioccolato, a volte era davvero troppo.
Il mio giudizio rimane a metà, non so se mi sia piaciuto o meno, però mi sento di consigliarlo perché la scrittura è scorrevole e tutta la parte sulla guerra e sul cammino è sicuramente interessante.
***
Trama
Il passato è un labirinto di pensieri cupi, che cercano vendetta.
Lotte Bonnet ha 44 anni, due figli, un marito amorevole con cui è sposata da oltre due decenni e una carriera ben avviata come pasticciera a Vijlen, nei Paesi Bassi, dove vive. Suo marito, Emil Jukić, sopravvissuto a una diagnosi che, sei anni prima, gli lasciava ben poche speranze, per festeggiare la vita riconquistata ha deciso di intraprendere da solo il Cammino di Santiago. Ma, all’improvviso, la mentre si trovava in una regione isolata del Massiccio Centrale, in Francia, Emil si è suicidato. Lotte è distrutta. Non ha senso, compiere un simile viaggio per celebrare la vita e poi porvi fine in modo tanto Emil, a quanto pare, si è trafitto la giugulare con un coltello. Eppure nulla lascia supporre che le cose siano andate diversamente. E quando Lotte, per disperdere le ceneri, si reca in Bosnia Erzegovina, nel paese natale del marito, scopre un’altra atroce verità: l’uomo affettuoso, forte, che l’ha sostenuta in tante prove dell’esistenza non è mai stato chi le ha detto di essere.
Il vero Emil Jukić è morto nel 1995, trucidato in un’azione della milizia serbo-bosniaca. Chi era dunque Emil? Perché ha mentito? Quella zona d’Europa così insanguinata ha forse lasciato tracce anche su di lui, tanto da spingerlo a nascondere la propria identità? Determinata a scoprirlo, Lotte intraprende a sua volta il i suoi passi ricalcheranno gli stessi del marito, dormirà negli stessi letti, mangerà nelle stesse locande. Senza sapere che qualcuno non la perde di vista un istante. Qualcuno che ha un obiettivo mettere a tacere il passato, a ogni costo.
Sai, ce lo portiamo sempre appresso, il passato, anche quando ce lo siamo ormai lasciato alle spalle. E quanto più è oscuro, tanto più pesante è il fardello. Il mio, a un tratto mi si è ripresentato di fronte e mi ha riportato in Bosnia, in quella selva. L’ho sentito gridare.


Nessun commento
Posta un commento