Cari lettori,
questo libro non lascia indifferenti, parliamo di Sul lato selvaggio di Tiffany McDaniel.
Recensione
Ferisci un fiore e fallo sanguinare. Nel dolore, il fiore piange. E le sue lacrime pongono fine a ogni dolore. Ma, nel processo, rischi di diventare qualcosa di completamente diverso da quel che eri.
La narrazione è cruda, diretta e non lascia spazio alle interpretazioni, le due protagoniste hanno avuto una vita difficile, sono nate in un posto complicato e il loro destino era già segnato.
Come sempre il paese, la casa, il luogo in cui si nasce determina il proprio destino, non puoi scappare, puoi provare a cambiare le cose ma poi ti arrendi.
Non parlerò della trama non mi interessa farlo, questa storia è davvero molto forte, si percepisce davvero il dolore e la sofferenza che provano le due protagoniste, che loro malgrado non riescono a cambiare le cose ma seguono quello che hanno imparato.
Quello è l'esempio che hanno avuto e non può andare diversamente, a un certo punto loro sono inermi davanti alla crudeltà della loro vita, non ci sono sconti, né un riscatto da un destino segnato che purtroppo non lascia scampo.
Non per questo le persone che sono emarginate dalla società e loro lo sono, debbano essere considerate come soggetti inferiori, donne, figlie, madri che devono essere dimenticate in fretta come se non fossero mai esistite.
Avrei voluto leggere un finale diverso, ma non sarebbe stato credibile.
Il lato selvaggio quello che c'è dentro di noi nessuno conosce, la parte più profonda, più vera ma anche ribelle e oscura che ogni persona ha, che viene repressa per adeguarsi alle convenzioni sociali. L'istinto, la parte senza regole, più audace di noi stessi, forse quella più emotiva e fragile su alcune persone esce senza nessun controllo. Dovremmo averne paura, alcune persone riescono a gestirla altri no, ma il lato selvaggio è dentro di noi. Chi si lascia sopraffare da questo, non è del tutto perduto c'è sempre qualcosa di positivo, c'è qualcosa di buono.
E' un libro davvero crudo difficile da consigliare, io non mi sento di farlo, però lo stile scorrevole e coinvolgente ti porta ad andare avanti e a conoscere questa storia. Però va capito e compresa, probabilmente una persona giovane avrà una percezione diversa dalla mia.
Il libro prende ispirazioni da alcuni sparizioni femminili avvenute in Ohio.
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Trama
C'era della bellezza, nel lato selvaggio. E c’era della bellezza nelle donne che lo abitavano. Mia madre, mia zia, nonna Keith. Donne dalla pelle sempre calda, che sembrava sudassero anche nel bel mezzo di una tempesta di neve. Donne che si mettevano il mascara ascoltando la radio e parlando con orgoglio della nostra antenata di tanti secoli prima che era stata condannata per stregoneria, impiccata non una ma due volte, e poi bruciata, quando il cappio si era spezzato.«È da lei che abbiamo preso questa pelle sempre calda. Non puoi dare fuoco a una donna e pretendere che le sue eredi non provino il calore delle fiamme. Ed è sempre da lei che abbiamo preso la capacità di predire il futuro», diceva nonna Keith, sottolineando come anche io e mia sorella fossimo almeno un po’ streghe. «Non voglio essere una strega», disse mia sorella. «Hanno le verruche sul naso». «Tesoro», disse nonna, prendendole il viso tra le vecchie mani, «essere una strega non significa indossare un cappello a punta, cavalcare una scopa o avere una verruca sul naso. Significa essere una donna che non vuole padroni. Una donna con un potere. È per questo che le hanno dato fuoco. Hanno cercato di ridurre in cenere il suo potere, perché una donna che dice più di quello che dovrebbe dire, e fa più di quello che dovrebbe fare, è una donna che bisogna cercare di mettere a tacere, e distruggere. Ma esistono cose che neppure il fuoco può distruggere. E una di queste cose è la forza di una donna»”.

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