Cari lettori,
oggi parliamo di un libro molto particolare, come lo è il suo autore che con il suo stile magnetico riesce sempre a catturare la mia attenzione.
Recensione
Lo dice il titolo questa è una storia assurda, esagerata e strana, a partire dal protagonista Marcial che ha un ego spropositato, ha sempre ragione, è un autodidatta che giustifica le sue azioni con lunghe riflessioni sulla vita, sui nostri tempi.
Lui può fare tutto, lui conosce tutto, lui è il migliore, è un protagonista arrogante ma ha una cosa che pochi possiedono l'ironia, quel suo prendersi gioco della vita, con il racconto di un amore decisamente malato, con l'odio e con la vendetta.
Lo stile dell'autore è magnetico e ti cattura come una calamita e rimani attaccato alla pagina, non si riesce a staccarsi dalla storia nonostante non ci sia una vera e propria trama, si potrebbe definire un lungo monologo sulla sua vita, sull'amore, sulla sofferenza.
E' un libro particolare, non di immediata comprensione che ti fa riflettere molto dopo aver finito la lettura, i romanzi di Luis Landero lasciano sempre qualcosa, qualche spunto e varie emozioni contrastanti; rabbia, delusione, stupore, sorpresa, indignazione. Non lasciano mai indifferenti e questo credo sia sicuramente molto importante in un romanzo.
"[...]Insomma, data la miserabile specie alla quale apparteniamo e i tempi ridicoli in cui viviamo, in molti, quasi tutti, tendono a vedere e interpretare il mondo come se fosse una commedia. Il mondo per loro è un giocattolo, una festa. Le cose sono leggere e sembra siano li come un regalo per loro piacere e divertimento."(cit.)
Una storia ridicola mette al centro la storia di Marcial come pretesto per darci una lezione sul mondo di oggi, sulla nostra società, sulle relazioni, tutto si vive velocemente, come se fosse un gioco, leggerezza, commedia, divertimento non c'è spazio per la profondità, per il dramma. Un enorme circo in cui siamo intrappolati.
"La gente vuole divertirsi, l'affare sta tutto lì, perfino mangiando, perché non si annoi, così anche il cibo deve essere divertente. Tutto, tutto oggi deve essere divertente." (cit.)
Le persone si annoiano in fretta, corrono verso un nuovo gioco, facendo tutto senza alcun sentimento, l'onore, la dignità, la fiducia, la lealtà, la comprensione sembrano non esistere più.
Non si ha più il tempo per nulla, tutto deve essere un enorme festa, solo leggerezza e spensieratezza.
Il finale come sempre è inaspettato e colpisce il lettore, prima di concludere la storia l'autore ci lascia sempre a bozza aperta.
Pioggia sottile mi era piaciuto di più, è un autore che va compreso e capito, con uno stile davvero coinvolgente e con una prosa sicuramente notevole non si può non rimanere catturati nella sua rete letteraria.
Non aspettatevi una grande trama, eventi, colpi di scena, il conflitto narrativo nasce dentro il personaggio nei confronti della vita e della società. La continua ripetizione di termini e degli stessi concetti è un modo per puntare l'attenzione su quell'argomento per sottolinearlo, a volte nella parte centrale può diventare un po' noioso, ma è il suo modo di narrare.
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Trama
Marcial, origini umili e un’infanzia difficile alle spalle, lavora in un’azienda di macellazione della carne e conduce un’esistenza piuttosto solitaria. È però un uomo molto esigente: forse non sarà bello, forse non avrà frequentato le migliori scuole, ma è un ottimo conversatore, un orgoglioso autodidatta con una sua filosofia del mondo, in grado, all’occorrenza, di sfoderare un linguaggio forbito e una cultura tali da far invidia a chiunque. La sua vita è perfettamente sotto controllo, finché un giorno l’incontro con Pepita lo sconvolge; elegante, acculturata e di buona famiglia, la donna rappresenta tutto ciò a cui Marcial ha sempre aspirato. Se ne innamora perdutamente. Convinto di possedere tutte le qualità giuste per far colpo su di lei, è pronto a mostrarle i suoi molteplici talenti: snocciolerà gli aneddoti di cui è più fiero, la inviterà a uscire con galanteria irresistibile, affronterà a testa alta gli altri pretendenti e sarà disposto a fingersi scrittore pur di partecipare al salotto letterario che si terrà a casa dell’amata. Lui ancora non lo sa, ma è proprio in quest’occasione che si deciderà il suo destino.
Una storia ridicola, selezionato da «El País» come uno dei migliori dieci libri dell’anno, è il racconto tragicomico di un corteggiamento impossibile. Con questo nuovo romanzo Luis Landero si conferma maestro della letteratura spagnola di oggi: tagliente, ingegnoso e capace di raffigurare, a partire da vicende apparentemente di poco conto, tutta l’ineluttabilità e la tragicità dell’esperienza umana.


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